mercoledì 4 novembre 2009

Verso la fine della stagione

Quando guardando in alto verso le montagne si vedono quelle magnifiche combinazioni di colori verde, giallo, arancio così mirabilmente intrecciate significa che l'autunno sta prendendo il sopravvento e anche la stagione sportiva volge al termine. Persino i blog orientistici sono orami quasi inattivi e facendo "zapping" fra i vari link si leggono sempre i soliti post, quasi fosse assodato che non c'è più nulla da raccontare.
Per quanto mi riguarda ancora due sono le gare in calendario: Domenica Bassano del Grappa (dove dai rumors ci sarà una bella sfida in M35) e la Domenica successiva Venezia (sfida MA con il gruppo Trent-O). Tutte gare su distanze lunghe e dove il lato atletico è molto importante e perciò spero di poter sfruttare la buona forma di questo ultimo periodo. In particolare spero di sfatare il tabù Venezia dove ho sempre corso gare deludenti.
Questo periodo però è assolutemente fondamentale per mettere le basi per la nuova stagione. E' l'ora di allenarsi e sudare in silenzio, lontano dalle gare, applicandosi con impegno e costanza. E' la parte della stagione dove le motivazioni personali contano di più perchè quando si è nel periodo delle competizioni gli stimoli non è difficile trovarli. Invece quando la prospettiva è quella di allenarsi, specie sulla quantità, spesso al buio, è la volontà a fare la differenza. Spero anche di poter correre qualche campestre, dato che lo scorso anno per la nascita di Simone, il trasloco nella nuova casa e purtoppo altro mi è stato impossibile.
Presto sarà il momento di bilanci e di un bel post riassuntivo con un giudizio sull'annata 2009.... ma intanto spero di concudere bene quato anno iniziato male.

domenica 18 ottobre 2009

Finalmente!!!

Dopo quasi sette anni di orientamento oggi sono finalmente riuscito a vincere il mio primo titolo "Trentino" nei campionati a staffetta disputatisi a Fonsazo, correndo con l'ormai compagno fisso di questa avventura cioè Michele.
Come ho scritto nel post precedente da un po’ di tempo a questa parte sono riuscito ad allenarmi bene e con una certa continuità pertanto fisicamente mi sentivo decisamente "in palla", come non accedeva da un bel po' di tempo. Devo anche scrivere che qualche tempo fa parlando con Lorenzo Vivian ho saputo che si occupava di osteopatia con particolare interesse ai problemi della schiena... malanno che mi affligge ma molto tempo. Ho quindi deciso di ricorrere alle sue "cure" che hanno prodotto risultati a dir poco sorprendenti in poco tempo e che hanno contribuito, assieme all'allenamento, a restituirmi quelle sensazioni di corsa sciolta che tanto piacciono a noi podisti. Quindi un ringraziamento e un complimento a Lorenzo per la bravura e professionalità dimostrata è obbligatorio!!
Tornando alla gara di oggi il destino ha voluto che un sicuro vincitore con praticamente qualsiasi compagno (parlo ovviamente di Rigoni) abbia scelto di correre in categoria assoluta, lasciando il pronostico incerto nella M35.
Alla partenza, verso il punto 1 ho optato per una scelta un po' "larga" prevalentemente su sentiero ma in sicurezza dato che ad un certo punto ho visto "il mucchio" della mass start scendere per una scarpata ripida che mi ha spaventato un po'. Mentre attaccavo il primo punto in quel modo, unico ad aver fatto quella scelta, mi sono un po’ preoccupato di avere fatto una sciocchezza, ma per fortuna ho punzonato praticamente a pochi secondi di distacco dai principali avversari che ho subito raggiunto al punto 3. Le tratte verso i punti 4 e 5 erano molto fisiche e sfruttando il buono stato di forma sono riuscito a passare in testa (e parlo di staffette trentine perché la staffetta Veneta Erebus con Stefani che non conoscevo prima di questa gara forse era lì lì con me).
Al verso il punto 9 è successa una cosa che rimarrà nei miei ricordi meno piacevoli… pur essendo effettivamente segnata in carta una palude non attraversabile, una volta cercato di aggirarla verso sud, e sembrando l’acqua abbastanza bassa ho deciso di attraversarla. All’inizio l’acqua arrivava alle ginocchia, poi alla cintura… e dopo un paio di passi in cui praticamente non vedevo più dove mettevo i piedi a causa della profondità dell’acqua, mi sono trovato praticamente immerso fino al petto. Complice forse un attimo di preoccupazione sono scivolato in avanti finendo con le braccia nell’acqua, impigliate in ramaglie, praticamente bloccato e con l’acqua appena sotto il mento. Per mia fortuna dietro di me c’era un ragazzo, che non conosco di nome ma ringrazio pubblicamente, a cui ho chiesto di aiutarmi e che mi letteralmente sollevato di peso da quella poco piacevole situazione. Superato lo spavento sono riuscito a riprendete un buon ritmo, procedendo bene fino alla fine, con due piccoli errori ai punti 15 e 17. Con grande soddisfazione ho dato il cambio a Michele in prima posizione fra i Trentini e seconda assoluta. Il resto è stata la solita trepidante attesa dell’arrivo del compagno, dato che in questi anni per un motivo o per l’altro era sempre successo qualcosa che ci aveva negato il risultato massimo. Per fortuna, anche se qualche minuto dopo il previsto che mi hanno fatto venire un “coccolone” il buon Mike è arrivato e si è portato a casa, dopo quello sprint, il suo secondo titolo trentino 2009.
Ammetto che per me, che non ho mai vinto nulla in manifestazioni di campionati, si è trattato di una grande soddisfazione, anche per la buona frazione conclusa con il secondo tempo e mi pare anche uno fra i migliori di tutta la gara. Moralmente anche una lezione, perché anche quando le cose non vanno benissimo, e non mi riferisco solo allo sport, impegnarsi a fondo per ribaltare le situazioni alla fine spesso premia. Non bisogna mai arrendersi e quasi sempre sta a noi costruirci con tenacia nuove opportunità.

domenica 11 ottobre 2009

La serie delle promozionali

Con oggi ha avuto termine una serie di gare a carattere promozionale a cui ho partecipato. Nell'ordine Grotta di Villazzano, Vezzano, La Vela e oggi Ospedaletto.
Anche se sono state gare promozionali, considerando un allenamento fisico che finalmente sta avendo una continuità accettabile, mi hanno fatto risentire delle buone sensazioni.
Purtroppo non rimane molto in questo finale di stagione, ma dopo un annata disastrosa ricomincio a prepararmi per l'anno prossimo con fiducia e motivazione.
Adesso avanti con le "ultime" del 2009!!

lunedì 7 settembre 2009

Week end in Val di Non

Due gare in Val di Non Sabato e Domenica.
Sabato a Fondo campionato Trentino Sprint: gara senza infamia e senza lode, nessun errore particolare, ma poca reattività nel fare le scelte, con molte indecisioni e tentennamenti specie nelle prime due tratte che credo (alla pubblicazione degli split la conferma) abbiano già da sole compromesso il risultato. In linea generale l'approccio ala gara è stato davvero poco brillante. Da segnalare la prestazione mostruosa dell'amico Michele che ha distrutto tutti gli avversati rifilando ben due minuti al "Cip" , e vincendo il primo "titulo" della sua carriera orientistica.
Domenica Familiy Trophy sulla carta "Predaia": se l'approccio di Sabato era stato poco reattivo quello di Domenica è stato semplicemnte disastroso. Fin dall'inizio, ma anche per tutta la gara non ho praticamente mai capito i colori delle vegetazioni, avendo sempre enormi problemi nella navigazione. Su 21 lanterne credo di averne centrate bene non più di 5. Una gara penosa, a dir poco imbarazzante, che mi moralmente fatto tornare ai tempip bui. Da tempo ho deciso che mai più avrei fatto commenti su eventuali problemi delle carte o altro: anche in questo caso, pur percependo un diffuso malessere fra gli orientisti, non posso fare a meno di notare che i "Big" come Nicolò Corradini e Oleg hanno fatto tempi stellari e quindi si conferma il fatto che se sei forte davvero non c'è ragione che regga. A questi "animali" da lanterna potresti dare la carta di Millegrobbe e farli gareggiare in Predaia: farebbero cose fenomenali ugualmente. Al contrario di me che quando sono "in vena" inanello delle serie di vaccate da guinnes dei primati. Avrei sperato che con l'esperienza questa tendenza fosse destinata a scomparire e invece....
Dunque una bocciatura totale: sia dal punto di vista tecnico, che da quello dell'approccio mentale e tattico. Speriamo sia solo stata una brutta giornata.
Con dispiacere ho deciso di rinunciare ai Campionati Italiani: per motivi di lavoro vedo già poco i bimbi in settimana. Un viaggio così lungo non sarebbe molto adatto specie per il piccolo Simone, e davvero non me la sento di partire da solo il Venerdì sera e tornare la Domenica tardi. Pessimo orientista ci può stare, padre assente no.
Sarà per il prossimo anno, qui a pochi passi da Pergine.

sabato 29 agosto 2009

Correlazione griglie di partenza piazzamenti

Prima di inziare questo post, che immagino susciterà qualche perplessità e mi costerà delle critiche, desidero congratularmi con “Misha” Mamleev per il suo terzo posto ai mondiali Ungheresi nella Long Distance. Il suo è un risultato fantastico, meritatissimo per un atleta che da anni dimostra di essere uno dei migliori orientisti al mondo abbinando capacità tecniche e fisiche da autentico fuoriclasse. Chi lo ha visto correre in bosco durante una gara non ha difficoltà a capire perché abbia raggiunto un simile risultato.
Il suo terzo posto ai mondiali, seguito ad un poco sportivo reclamo da parte della squadra finlandese che lo “accusava” di aver seguito il vincitore facendosi “trainare” al traguardo verso la medaglia di bronzo, ha riaperto un dibattito di vecchia data che trova sempre molto spazio e interesse sui blog orientistici.
Prima di iniziare sgomberiamo il campo da eventuali dubbi: la medaglia di Mamleev a mio modo di vedere è sacrosanta, meritata, bellissima, e le circostanze in cui è maturata sono quelle che da SEMPRE caratterizzano le gare di orientamento, che si tratti di campionati del mondo assoluti, che di gare promozionali Master. Proprio per questo una riflessione, serena e obiettiva è particolarmente interessante e stimolante.
Sempre per chiarezza inizio con lo scrivere il “Teorema” che sintetizza il mio pensiero e sulla quale poi si potranno sviluppare dei ragionamenti: LA GRIGLIA DI PARTENZA DI UNA GARA DI ORIENTAMENTO INFLUENZA SPESSO IN MANIERA DECISIVA I PIAZZAMENTI, PIU’ RARAMENTE IL PRIMO POSTO. PIU’ GLI INTERVALLI FRA LE PARTENZE SONO RIDOTTI, PIU’ VICINI IN GRIGLIA SONO FATTI CORRRERE GLI ATLETI FORTI e PIU’ LA GARA E’ LUNGA, PIU’ IL CONDIZIONAMENTO DELLA GARA PER I PIAZZAMENTI (2°, 3° POSTO) E’ PIU’ PROBABILE.
Ben sapendo di attirarmi antipatie e critiche mi permetto di dire che chi nega questo, e stranamente non sono pochi, non ha ben chiare le dinamiche delle gare. Dopo aver espresso il mio parere provo a sviluppare qualche ragionamento per argomentare.
La formazione di treni è un fatto quasi inevitabile, non potendo i concorrenti partire con intervalli troppo ampi per motivi organizzativi (durata partenze). E’inevitabile che due atleti che partono vicini in griglia si trovino a contatto in gara, e sfruttando il calo di velocità rispetto alla sola corsa obbligatorio per poter leggere la carta, l’atleta meno dotato tecnicamente ma più forte dal punto di vista fisico, se lo vuole, può mettere la carta in tasca e seguire l’altro atleta limitandosi al controllo dei codici lanterna. Il non farlo dipende solo dalla sua intelligenza e dal suo senso di sportività: che divertimento c’è a condurre una gara del genere? Che valore ha un risultato così ottenuto?. Dimostrare che l’inseguimento è fatto deliberatamente è secondo me quasi impossibile (si facciano avanti gli avvocati!!) , di certo non solo con gli split times. Forse solo con la tracciatura GPS si potrebbe affermare che l’inseguimento è avvenuto ma come poi si potrebbe argomentare a riguardo dell’intenzionalità? L’inseguitore potrebbe sempre dire che quella era la sua scelta ideale… perché mai avrebbe dovuto cambiare soluzione? Solo perché davanti a lui c’èra un altro atleta? Difficile, molto difficile poter squalificare un atleta per questa “infrazione”.
Due righe sulle mie esperienze personali: potenzialmente io rappresenterei alla perfezione l’identikit del “ferroviere” (temine in voga per descrivere chi segue il “treno” del più forte) in quanto orientista con maggior potenzialità atletica rispetto a capacità tecnica; almeno per ora.. in futuro spero non sarà più così ma ci vuole ancora un po’ di tempo!!
In effetti più di una volta mi è capitato di essere raggiunto, o anche raggiungere, atleti più forti di me e senza farlo di proposito fare lunghi tratti di gara, se non tutta la restante parte, in “treno” con l’avversario. La dinamica dei punti era spesso la stessa: durante le tratte, specie quelle tecniche, accumulavo dei piccoli distacchi per la minore capacità tecnica di lettura in corsa, ma poi tale gap veniva annullato in zona punto per l’evidente vantaggio di vedere l’avversario punzonare o uscire dalla zona punto, ricevendo un innegabile aiuto nella velocità di localizzazione finale della lanterna.
In talune gare, e anche qualcuno che legge questo blog potrebbe testimoniarlo, resomi conto del fatto mi sono di proposito fermato ad aspettare di perdere il contatto visivo per poter fare la gara per conto mio. Questo anche perché col tempo ho notato che la presenza di un altro atleta determinava in me un evidente calo di concertazione. Ovviamente in gare dove il risultato non aveva interesse, in gare nelle quali ero interessato al risultato finale perdere tempo prezioso in questo modo non era logico.
Ammetto con la massima onestà che in qualche rarissimo caso mi sono reso conto che, e assicuro inconsciamente senza volerlo e senza mala fede, in certe tratte specie nel fine gara mi sono ritrovato effettivamente a seguire qualcuno…. forse la stanchezza, forse la foga agonistica… davvero non saprei dire perché. Certo una volta tornato a contatto con la realtà e resomi conto della cosa mi sono sempre fermato per il tempo necessario a perdere il contatto visivo con chi mi precedeva. Un esempio recente lo potrei fare con la O-Marathon 2009 (anche se qui si parla di mass-start ma la cosa è analoga) dove mi sono piazzato al quinto posto: con la massima onestà non sono certo che in una gara a cronometro individuale avrei ottenuto lo stesso piazzamento. E questo non certo perché ho pianificato di seguire qualcuno, ma perché in zona punto c’era un sacco di gente e per chi ha buone doti atletiche il vantaggio è evidente.
Cosa fare allora? Che soluzioni adottare? Anche su questo argomento si è dibattuto sui vari forum, elaborando proposte anche interessanti ma che sono rimaste virtuali. La realtà è che purtroppo il problema NON INTERESSA A MOLTI, e pertanto le cose sono destinate a rimanere come stanno. Pertanto in svariate gare di orientamento, a tutti i livelli, molte volte i podi saranno determinati più dalla griglia di partenza che dalle reali capacità fisico-tecniche degli atleti (almeno nelle gare di alto livello la griglia è determinata dalle batterie di qualificazione…. potrebbe essere una buona soluzione anche a livelli più bassi nelle manifestazioni nazionali). Con buona pace di tutti, e senza dover presentare reclami di alcun tipo. E soprattutto senza le patetiche spiegazioni di chi sostiene che le griglie non contano nulla. La vera domanda da farsi è se questo è eticamente giusto e giova al nostro sport
Concludo esprimendo un opinione su una frase che si sente sempre più spesso a fine gara: “abbiamo lavorato assieme…..” beh… questa specie di ammissione sottintende che stando così le cose i “treni” sono una cosa accettata e consolidata. Se si vuole che i piazzamenti delle gare siamo solo funzione dell’insieme di capacità tecnica e fisica degli atleti, chi sta in alto deve pensare a far cambiare le cose. Se le regole rimangono queste, dobbiamo accettare che due atleti che si incontrano in bosco “…lavorino assieme”.

venerdì 21 agosto 2009

WOC 2009 Buisness

Oggi sono entrato nel sito dei mondiali 2009 che si stanno svolgendo in Ungheria e.... entrando nella parte dedicata al "Live" (eventi in diretta) non credevo ai miei occhi leggendo che per vedere le telecamere e i tracciati GPS degli atleti in gara OCCORRE PAGARE!!!!
Va bene il buisness, ma temo che si stia iniziando ad esagerare.

martedì 18 agosto 2009

Vioz - 3645 metri

Finalmente, dopo aver pensato a questa salita per anni, oggi sono riuscito a raggiungere la cima di una delle montagna più alte del Trentino ovvero il monte Vioz, a 3645 m
L’attacco si effettua da Pejo fonti, dove si sale dapprima sulla cabinovia “Rifugio scoiattolo” fino a 1900 metri circa, e successivamente con la seggiovia “Doss dei Gimbri” fino alla quota di 2315 metri. Da qui inizia un ascesa veramente spettacolare, caratterizzata da notevoli pendenze e con un dislivello totale di 1330 metri. Alcuni passaggi della salita sono veramente spettacolari e i sentieri, abbastanza facili da percorrere, si sviluppano su pareti al limite della verticalità, dove anche una banale scivolata potrebbe avere conseguenze gravi.
L’attenzione in quei tratti, anche se come detto semplici, deve essere massima.
Fino ai 3000-3200 metri, dal punto di vista dell’altezza e rarefazione dell'aria non si percepiscono sensazioni particolari, ma nel tratto finale verso il rifugio Mantova si sente nettamente che quando si forzano troppo i ritmi sembra che l’aria manchi. Tuttavia la mia reazione all’altitudine è stata migliore del previsto perché è bastato semplicemente rallentare la velocità di salita e non c’è stato il minimo problema. A circa 3550 metri si arriva al rifugio Mantova, una costruzione davvero ardita, bella e moderna, non chè uno dei rifugli più altri d'Europa. Salendo nei rifugi di montagna ci si aspetta delle strutture “spartane” ma il Mantova è stato da poco ristrutturato, realizzato completamente in legno, ed è molto gradevole e moderno. Arrivati al rifugio non ci siamo fermati (con me c’era Michele C.) e abbiamo proseguito verso la cime dove il panorama a 360 gradi ci ha ricompensato della discreta faticata per arrivarci. La spazialità delle viste è da togliere il fiato: appena a Nord ci sono i due picchi del Cevedale, con in mezzo l’immenso ghiacciaio dei Forni. Quando il cielo era completamente libero da nuvole si è anche intravisto il Gran Zebrù (3850 metri, seconda cime della regione più bassa solo dell’Ortles), con la sua inconfondibile forma.
Verso Ovest, bellissima si erge la poco conosciuta Punta San Matteo, di oltre 3700 metri, con una cresta che porta in vetta che spero un giorno riuscirò a percorrere (meglio dopo aver fatto un corso CAI per alpinismo su ghiaccio, sul quale non ho proprio esperienza). Verso Est la cosa più spettacolare è il lago del Careser. Verso Sud spettacolare la vista di tutto il gruppo del Brenta e della Presanella.
A chi volesse provare il brivido di salire a quote così elevate, senza dover superare difficoltà troppo elevate, mi sento di consigliare fortissimamente questa salita… la fatica che si deve fare è ampiamente ricompensata. Oggi ho un solo cruccio... per migliorare il mio record di quaota raggiunta.... dovrò salire davvero in alto. Un idea potrebbe essere il vicino Cevedale, ma prima occorre prendere la gisuta padronanza della percorrenza su ghiaccio.