domenica 18 settembre 2011

MARATONINA DEL CONCILIO 2011

Ultimo test in gara prima di Venezia, mi presentavo a questa gara senza immaginare quale sarebbe stato il destino che mi aspettava.
Le previsioni Meteo facevano pensare a una di quelle giornatacce infami per una manifestazione sportiva all’aperto ma Giove Pluvio ha avuto davvero un occhio di riguardo per i circa 800 partenti nella mezza maratona (più quelli della non competitiva che non so quanti fossero) concedendo tempo asciutto giusto per la finestra temporale della gara.
Incoraggiato da questo benevolo segnale del destino un po’ di ottimismo si è fatto largo nei miei pensieri, anche se le gambe nel riscaldamento non sembravano rispondere al meglio.
Folta la partecipazione di orientisti al via: Silvano Daves, Emauele Piva (aspiranti maratoneti), Michele Bridi, Michele Giovannini, Luca Frioli, Dario Pedrotti oltre al “top runner” primierotto Giancarlo Simion.
Decido di provare a partire a 4’00’’/Km e per i primi 5 km sono una macchina, infatti passo in 20’00’’ esatti ai 5 Km. Al cavalcavia della Valsugana in viale Verona vedo Dario e misuro il distacco: 30’’ in poco più di 3 km. Spero che sia in forma perché sta tenendo un bel ritmo. Come sempre la prima parte di gara scorre via tranquilla, e cerco di correre in maniera meno dispendiosa possibile, viaggiando sempre attorno ai 4’00’’/Km con qualche parziale anche leggermente più veloce. Il cronometro ai 10 Km segna 39’40’’ e quindi viaggio con 20’’ di vantaggio sulla tabella di marcia, ma la cosa migliore è che le sensazioni sono abbastanza buone. Verso i 15 km si transita sul cavalcavia di Via Degasperi e non è un passaggio indolore in quanto accuso il colpo per 2-3 minuti buoni in uno dei momenti più delicati della mezza. Viale San Severino è durissimo: si transita in due sottopassaggi che nella fase di risalita mettono a dura prova la forza di volontà. Arriva il suggestivo passaggio nelle gallerie di Piedicastello, e correre quasi al buio mi scombussola un po’ e segno il parziale più lento della gara in 4’08’’. Mancano 3 km alla fine: sono i 3 km della volontà, del sacrificio, della resistenza alla fatica che inizia ad attanagliarti senza pietà. Le ulteriori salite al ponte di San Giorgio e al “tombone” prima di curvare a destra in Via Segantini sono delle autentiche rasoiate alle gambe e tenere il passo costa tantissimo. Il cronometro però indica parziali da 3’57’’ e allora la voglia di lottare rimane viva. Si arriva al passaggio dei 20 km, ormai è fatta anche se un addetto al percorso non mi segnala un bivio e mi “ciuccio” 10 metri di “errore” oltre alla mazzata del “dietro front”. Ma ormai il dado è tratto, il passaggio in via Manzoni e l’ingresso in piazza Duomo sono il giusto e dolce premio per le fatiche sopportate. IL mio cronometro segna 1h23’52’’ , confermato dal “real time” del servizio cronometraggio.
Ho corso quindi in circa 1’10’’ più lento rispetto a Verona in Febbraio, ma forse questa prestazione vale tuttavia di più per vari motivi. Il primo è il percorso: apparentemente facile ma in realtà reso duro da, secondo una stima sommaria, circa un centinaio di metri di dislivello. Il secondo è che nelle ultimo mese la preparazione è stata quasi nulla per i guai di cui al post precedente. Ora mancano 5 settimane a Venezia, tutte da dedicare agli allenamenti “lunghi”. Di certo sarà molto dura ma la gara di oggi mi ha dato non poco morale per affrontarla.

2 commenti:

Eddys ha detto...

3'59'' tenuti costantemente tutta la gara! Sei una macchina da guerra! Non vorrei che galvanizzato dai successi atletici abbandoni le garette di orienteering per concederti lunghe corse nei vari interland cittadini!

Andrea Segatta ha detto...

Grazie Eddy.
Ma non ti preoccupare, non riuscirete a liberarvi di me. L'orienteering è senza dubbio più divertente e completo come sport.
La corsa da altri tipi di gratificazione, forse più morali che ludici, e in ogni caso è la base del nostro sport.
Ai miei occhi però diventa sempre più evidente l'enorme differenza di una corsa su strada e di una corsa in montagna o in bosco: sono quasi due discipline diverse.