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domenica 8 aprile 2012

TROFEO OLTREFERSINA ORIENTEERING 2012

Cari amici Blogger
anche quest'anno la Polisportiva Oltrefersina organizza Domenica 15 Aprile, la gara di orientamento valida per il gran premio provinciale trentino CSI 2012, presso il centro sportivo di Madrano.
Come sempre, assieme a tutto lo staff della polisportiva, ci stiamo adoperando con il massimo impegno per poter offrire la miglior gara possibile a tutti i partecipanti.
Confido in una vostra numerosa partecipazione per gratificare il nostro lavoro.
Tutte le info al seguente indirizzo : http://www.seriva.it/oltrefersina/trofeo2012.htm

lunedì 27 aprile 2009

Campionati Italiani MIDDLE 2009 - Bosco di CIVEZZANO


Adesso che è tutto finito, faccio ancora fatica a credere che sia successo per davvero.
Mi tornano alla mente gli allenamenti sul monte Calisio, quando dalla piazzola della vetta guardavo verso nord, e vedevo quella specie di spianata e pensavo... chissà come sarebbe una gara di orientamento laggiù. Si vedevano dei bellissimi prati, delle zone con pendenze improponibili ma anche grandi spianate, fra le quali una che si distingueva dalle altre e che molto tempo dopo ho scoperto chiamarsi "Pra Maor". Poi, scendendo a correre nelle zone viste dall'alto e uscendo qua e la dai sentieri di normale percorrenza che da Montevaccino portano al lago di Santa Colomba, rafforzavo il mio convincimento. Qui una bella gara di Orienteering si potrebbe proprio fare. Poi le coincidenze che nella vita si intersecano hanno fatto si che un'amica di Maria Piffer fosse un membro della circoscrizione dell'Argentario, incuriosita probabilmente nel sentir parlare di Orientamento. Così dopo qualche chiacchiera, qualche riunione alla circoscrizione dell'Argentario si capì che qualcosa di bello poteva nascere. Poi non so perché... e nonostante abbiamo vissuto questa grande avventura assieme in questi mesi ho ancora da chiederglielo.... si è convinto anche l'altro Andrea del Trent-O, che fortunatamente conta molto più di me nel mondo dell'orientamento. Allora quello che era una mio folle pensiero o desiderio iniziò a materializzarsi. Forse un Arge Alp? Wow... che prospettiva però.... ma.... a me piacerebbe di più i camp..... nooo ma che stiamo a scherzare??? Un Arge Alp sarebbe già un grande evento!!! Lasciamo stare i desideri irrealizzabili di un aspirante orientista di livello ormai mancato!
Però intanto le prime idee iniziarono a diventare cose concrete.
Il 6 Ottobre 2007 si corre la prima edizione dell'Ori-Argentario, gara promozionale di Orientamento.
Un diluvio terrificante si abbatte sotto il Calisio esattamente durante le tre ore di svolgimento della gara. Inizio bagnato, inizio fortunato??? Mahh forse si, ma avrei preferito una bella giornata di sole. Bello lo stesso. Certo che il "Pra Maor"….sarebbe tutto un'altra cosa. Chissà. Ma dai... che cosa assurda. Ma vuoi che se fosse una cosa seria... una carta a 10 minuti dal centro di Trento e mai nessuno ci ha fatto un pensierino? Assurdo! Certo ... però .. ahhh quanto è bello il Pra Maor (Per onestà intellettuale la zona era già stata in parte cartografata. Esisteva una vecchia carta "Pralongo" che comprendeva parte della zona della semifinale e una vecchissima carta di MTB-O che copriva una area più ampia. In ogni caso parliamo di circa 20 anni fa...una bella "naftalina!!")
Passa un anno e la folle idea, grazie al "giramento di rotelle" di Andrea R. si concretizza. Un giorno me lo dice quasi in scioltezza: facciamo il campionato Italiano Middle sull'Argentario. Ah... avete presente quando vi dicono una cosa e di botto non si realizza immediatamente? Qualche minuto dopo.. "cooooosaa???" Campionato Italiano Middle sull'Argentario?!?!? Magnifico!!! E la mente tornava a quella vista dall'alto della vetta del Calisio, a quel primo pensiero originale.
Poi tutto si è incanalato nel verso giusto: la presentazione della candidatura, il secondo Ori-Argentario "cittadino" (molto più partecipato del primo e festa del comitato Trentino della Fiso), l’accettazione della candidatura, i primi pensieri dell’organizzazione.
Ed è arrivato il 2009... per me iniziato in maniera traumatica, per varie vicende che mi hanno coinvolto. Il tempo di superarle che era già ora di mettere il "campo base" in zona carta per aiutare Manuela a tracciare la semifinale. Ore in giro per i Boschi, nottate su Ocad, i consigli preziosi di Andrea R. Adesso che ne parlo al passato, sembra che tutto sia andato così in fretta.
La cronaca della gara non deve stare su questo Blog, ma deve essere scritta da chi l'ha vissuta da ospite. E la cosa più bella in assoluto è percepire già da subito che sia andato tutto bene. La fatica a volte massacrante scompare quando le persone ti gratificano con la loro soddisfazione.
Posso solo rivolgere un pensiero di enorme gratitudine a tutti i volontari che ci hanno aiutato nella logistica e a tutti quelli della nostra società che, come nelle altre organizzazioni, hanno lavorato DURISSIMAMENTE, senza avere le gratificazioni che chi ha ruoli ad "alta visibilità" come il mio inevitabilmente riceve (un po' come nel calcio... l'attacante che fa il goal lo vedono tutti e tutti lo lodano..ma senza un centrocampo e una difesa solidi, che si notano di meno, non si vincerebbe mai!) Posso dire che quando ho ricevuto i complimenti degli orientisti, mi sentivo in colpa verso di loro che silenziosamente e laboriosamente rendevano possibile un evento che ricorderò per tutta la vita. Grazie ancora! A volte la cronaca, i “Media” tendono solo a sbatterti in faccia la merda e il marcio di cui è pieno questo mondo. Partecipare alla costruzione di eventi come questo ha l’impagabile merito di ricordarti che ci sono anche persone Fantastiche, che dedicano tanto tempo, energia e fatica nel silenzio, gratificati solo di quella pacca sulla spalla che gli dai per ringraziarli.
Questa è la storia di un allenamento in salita sulla cima del monte Calisio, di una repentina e involontaria occhiata in direzione Nord in una magnifica giornata di sole.
E di un'idea strampalata e confusa, che si è trasformata in una magnifica esperienza.

mercoledì 19 novembre 2008

2° Ori-Argentario

Questa seconda edizione dell'Ori-Argentario sarà ricordata come il primo vero appuntamento con l'orienteering nella circoscrizione dell'Argentario, dopo lo sfortunato (causa condizioni metereologiche terrificanti) esordio del 2007.
Buona la partecipazione in termini numerici, grazie anche alla concomitanza con la tradizionale festa di fine stagione del comitato trentino della FISO, e nonostante l'arrivo del primo pungente freddo della stagione.
In particolare la categoria assoluta maschile ha regalato delle belle emozioni con i vari concorrenti che transitavano all'arrivo che si portavano provvisoriamente in testa alla classifica.
Alla fine l'ha spuntata Luca Dallavalle su un redivivo Carlo Cristellon e sulla vera sorpresa della giornata Enrico Casagrande che con encomiabile coraggio ha rinunciato alla categoria Master per misurarsi con atleti di anche 20 anni più giovani di lui, correndo una gara veramente straordinaria (da non commentare tuttavia le sue solite incredibili affermazioni su un allenamento a settimana per correre come una moto...ah ah ah). A Enrico perdono le "balle" a fronte di una prestazione veramente da "giù il cappello".
Nella categoria femminile vittora da copione di Nicole Scalet, su Carlotta Scalet. Terzo posto per l'atleta di casa Erica Perconti che dopo la vittoria dell'anno scorso si conferma sul podio dietro a due atlete con tanti, ma tanti anni di esperienza più di lei. Complimenti Erica!
In ogni caso nell'albo d'oro della manifestazione entrano due atleti che hanno vestito, e vestiranno sicuramente in futuro, la maglia della nazionale azzurra.
Infine vorrei ringraziare tutto lo staff del Trent-O generoso ed efficiente come sempre. Spero di non dimenticare nessuno.
Silvano, Fabietto e Mattia per il lavoro di posa e rimozione delle lanterne. Nessuno li ha visti ma mentre tutti festeggiavano nella sala riscaldata loro giravano per le strade e per le campagne, al buio e al freddo per recuperare le lanterne.Un lavoro "oscuro" non solo in senso metaforico. Bravi ragazzi! Come allenatore che vi ha "formato" sono davvero fiero di voi, che sapete dedicare il vostro tempo a servizio degli altri. Grazie a Fabione (per cui vale il discorso fatto per i tre "posatori") e Paolo Decarli per la gestione informatica. Grazie a Michele e Marzia, tutto fare ed ormai affidabili più di un orologio svizzero per le partenze. Grazie a Sabrina, Annalisa e Roberto, per.... è troppo lungo descrivere tutte le cose che hanno fatto.
Un sincero ringraziamento alla circoscrizione dell' Argentario nelle persone del presidente Umberto Saloni e del responsabile delle attività sportive Ivano Fracalossi per il supporto logistico, il contributo economico, nonchè per l'attenzione e l'appassionato interesse dimostrato per la nostra disciplina.
Un ringraziamento personale a tutti coloro che mi hanno espresso apprrezzamento per i percorsi: queste sono le soddisfazioni per le quali magari si sta davanti al computer all'una di notte per cercare di migliorare qualcosa oppure ci si alza alle sei di mattina per provare sul posto un percorso, per verificare se è interessante e divertente, per valutare se i tempi di percorrenza indicati fossero attendibili.
La prossima volta che l'orientamento tornerà sull'Argentario... si tratterà come quasi tutti voi sapere di una manifestazione davvero importante. Come Trent-O speriamo davvero di riuscire a ripeterci sugli ultimi standard organizzativi che abbiamo proprosto.
Per finire gradirei i vostri commenti su questa manifestazione per capire se possiamo migliorare ancora qualcosa nella terza edizione che...scoop dell'ultima ora si svolgerà a Martignao, su una nuova carta.

sabato 16 agosto 2008

Trofeo Superfesta Ferragosto - Pergine 16/08/2008

Devo essere sincero. E’ stata una delusione faticare così tanto per una partecipazione di soli 50 orientisti. Premesso che ringrazio tutti coloro che sono venuti e ci hanno gratificato con la loro partecipazione, probabilmente l’edizione di quest’anno segna la fine di questa manifestazione. Aggiornare la carta, girare almeno una decina di volte per i tracciati per renderli interessanti, evitare il transito nelle zone di traffico, evitare le zone con privati “aggressivi” (tipo quelli che ti lanciano il cane dietro… altro che “lepre” nelle gare di corsa, sai record che si farebbero!!) , ideare quante più possibili scelte di percorso, raccogliere premi (questo a cura della Polisportiva Oltrefersina), passare il giorno prima fino a mezzanotte per fare cartellini, griglie vacant.. ecc. ecc… per raccogliere 50 adesioni..... credo non ne valga proprio la pena.
Analizzando con calma le motivazioni di una partecipazione così ridotta citerei il periodo ferragostano nel quale molte persone sono in ferie e non secondo l’alta densità di manifestazioni sportive nei giorni precedenti e successivi che “satura” il numero di partecipazioni. Una gara a Ferragosto, è destinata a pochi intimi.
Una piccola cronistoria della giornata condita da considerazioni di vario tipo. Partiamo dalle iscrizioni : ormai quando sui volanti è riportata la possibilità di iscriversi il giorno della gara è ormai normale dover iscrivere 30-40 persone il giorno della manifestazione. Forse è inutile ricordare cosa ciò comporta ma dato che pare essere ignorato farei un ripassino : 1) Stress da poco tempo a disposizione 2) Ingorgo della segreteria in quanto per ogni concorrente occorre a) far pagare, b) assegnare il posto in griglia (il famigerato “vacant” c) Consegnare il pettorale d) Scrivere i dati sul cartellino di punzonatura, e) aggiornare il file origare e le griglie di partenza. Fate i conti di quanto si può impiegare a fare tutte queste cose, moltiplicate per 30-40 e capirete che se non si dispone di MOLTE persone in segreteria (cioè la normalità nelle piccole società) riuscire a partire in orario è impossibile. Anche perché, pur essendo il termine fissato per le 9.30 , PUNTUALMENTE alle 9.45 si presenta qualcuno con la frase “….e dai…ho fatto tutta la strada per venire fino a qui e adesso non posso nemmeno fare la gara!!!”. Il più delle volte condito da tono di voce molto incazzato, quasi gli organizzatori fossero dei villani insensibili. Ovvio che si cerca di accontentare tutti, ma le conseguenze sui tempi e sulla “salute mentale” di chi fa segreteria e partenza non sono eccezionali. Aggiungo anche il problema carte… se so quante persone vengono stampo il numero giusto di carte e un certo numero di riserva. Siccome però stampare COSTA, è ovviamente inopportuno fare troppe stampe di riserva. Tuttavia se il giorno dopo arriva un ondata di persone le carte potrebbero non bastare. Se non arriva nessuno ho buttato soldi nell’immondizie stampando carte destinate al cestino della carta riciclata (eh si…abbiamo una certa sensibilità ambientale!!!!).
Passiamo al lato tecnico della manifestazione : la formula di gara scelta era secondo me davvero interessante e poco utilizzata : partenza a cronometro e sequenza libera.
Questa gara permette al concorrente di elaborare il proprio percorso, senza però che si formino noiosi treni dovuti alla partenza in massa. I percorso per quasi tutte le categorie prevedevano almeno tre scelte su tre zone di punti dislocati sulla carta. Recandomi in punti panoramici ho potuto costatare con piacere che tutte e tre le scelte sono state adottate dai vari concorrenti. Lo sviluppo dei percorsi è stato pensato per limitare al minimo il transito nelle zona trafficate e “asfaltate” , prediligendo le zone periferiche di campagna. Per dare un po’ di originalità alla gara ho pensato di far transitare i concorrenti nel campo di atletica di Vigalzano, proponendo anche un ingrandimento della carta che secondo la mia valutazione rendeva bel leggibile anche i particolari. Guardando i concorrenti transitare sulla pista e sulle tribune sono convinto della bontà della scelta che ha dato spettacolarità ai percorsi.
Allego la carta di gara tratteggiando quella che secondo me era la scelta migliore per i due percorsi più lunghi (che si discostavano solo per la lanterna nel torrente e nelle due più a ovest della carta).
Purtroppo per un errore che ancora non riesco a spiegarmi, ci sono state due inversioni di codici per due coppie di lanterne. Ho riverificato il file Ocad e le carte tutti i punti erano assolutamente corrette. L’errore si è verificato nella procedura automatica di esportazione della sequenza dei punti da ocad a excel, per la stampa della sequenza da dare ai concorrenti per la stampa sui cartellini di punzonatura. Ho eseguito questa procedura più volte senza problemi : esportazione da Ocad a file txt, e successiva importazione in excel sfruttando la separazione con delimitatore fisso carattere “spazio”. Qualcosa stavolta non ha funzionato e non riesco a capacitarmi della cosa….. mi scuso davvero con i concorrenti se la cosa gli ha creato delle complicazioni o dubbi eccessivi.
Poi la gara si è svolta regolarmente e i commenti sui tracciato mi sono sembrati positivi. Concludo ringraziando le persone che con la loro preziosa e discreta presenza mi hanno sempre supportato in maniera esemplare cioè tutto lo staff dell'Oltrefersina capitanato dall'inossidabile Ezio Zappini e gli insostituibili Claudio Valer alla partenza e Marco Rosa in segreteria (con il quale soffriamo inseme tutti gli anni per smaltire l'"extragettito" di iscrizioni delle 9.40)
Complimenti a tutti i vincitori e …. purtroppo non so davvero se posso augurarvi un arrivederci all’anno prossimo.

mercoledì 26 marzo 2008

Cavedine 2008: "Snow race"

Di gare strane se ne vedono parecchie, però credo che quella organizzata da noi del Trent-o A Cavedine nel Lunedì di Pasquetta 2008 potrebbe entrare negli annali.
I metereologi "gufavano" da un bel po' di giorni, ma tutto sommato oramai eravamo convinti di averla fatta franca. Sabato, giorni di posa dei pali, alle 13.30 del pomeriggio c'era adirittura un magnifico sole e mentre mi apprestavo a passare circa 2h e 1/2 in bosco per il controllo finale di tutti i punti, vestendomi con un "doppio strato" tessuto tecnico+pile temevo di dover sudare le proverbiali 7 camicie. Verso le 16.30 tuttavia il tempo era davvero cambiato ed avevo ringraziato la sorte di essermi vestito "pesantuccio" dato che c'era un freddo pungente davvero sorprendente, dato il clima di solo tre ora prima.Ma il bello doveva ancore venire, con una giornata di Pasqua che vista la neve che cadeva in abbondanza sopra i 500 metri, pareva più un Natale. Domenica notte, messa a letto la piccola, ho deciso di salire in Camper ai prati alti di Cavedine per vedere come era il campo gara. Lo scenario era davvero incantevole : una coltre di soffice neve imbiancava il bosco, debolmente illuminata da un chiaro di luna che ad intermittenza schiariva il cielo. Mi sono goduto un ora di passeggiata nel bosco, gustandomi fino in fondo la soave senzazione del silenzio, reso ancor più ovattato dalla presenza della neve. Vivendo in un mondo sempre più rumoroso, purtropo a volte assordante, posso dire che è stata un ora veramente intensa.
La mattina successiva, qualcuno dall'alto deve aver pensato a noi perchè uno splendido sola riscaldava gli altleti che si accingevano a iniziare la loro gara.
Ho potuto notare con grande soddisfazione come il Team del Trent-O ha ormai consolidato la sua macchina organizzativa e, parte qualche inevitabile sbavatura, è filato via tutto liscio come l'olio. La soddisfazione dei concorrenti è sempre e comunque la maggior ricompensa, alla quale è bello riuscire a non abituarsi. Un sorriso, una pacca sulla spalla, un "bravi" sono ricordi che rimangono grandi anche per una gara regionale, che per dimensioni non poteva essere paragonata alla finale di coppa Italia dello scorso anno.
Dal punto di vista tecnico è stata molto emozionante la gara "one man relay" con il capovolgimento delle posizioni di testa fra Jonas Rass ed Emiliano Corona nel finale.
Non volglio però dimenticare, e personalmente applaudire, anche i vari Dario Pedrotti, Paolo Dorigati, Cosimo Guasina, Andrea Albertani che anche senza l'onore delle cronache hanno saputo sudare e soffrire non poco portando a termine la loro gara.
Un altra cosa piacevole che i ricorderò è l'espressione stralunata di Francesca Pellizola, quando gli ho comunicato che aveva vinto. Lei con candore e sincerità non mi voleva credere... dicendo che non aveva l'abitudine.
Non posso esimermi da un commento anche sulla mia categoria, la M35 dove l'amico Enrico Casagrande quest'anno pare davvero aver trovato un equilibrio atletico-tecnico importante. Ho sempre sotsenuto che è uno dei master più forti in circolazione i fatti mi stanno dando ragione. Ad Enrico ormai manca solo un grande risultato in una manifestazione importante e gli auguro con sincerità che questo sia l'anno buono per lui : se lo merita. Forse la specialità giusta potrebbe essere proprio la "long". Anche Antonio Loss dimostra di fare sul serio... dopo aver visto anche Baccega in grande condizione a Fonzaso mi rendo conto che quest'anno ottenere qualche buon piazzamento in M35 sarà davvero dura. Uno stimolo in più per allenarsi duramente!!
Concludo ringraziando tutti i partecipanti, e i compagni di squadra del Trent-O. Organizzare una gara, facendo parte di un team dove davvero tutti sono sempre sinceramente a disposizione per aiutare gli altri, è una bellissima sensazione.

sabato 6 ottobre 2007

FINALE COPPA ITALIA 2007

Organizzare una grande manifestazione di Orientamento, è qualcosa di più di un normale impegno. Partecipare all’evento significa essere inseriti in modo quasi inesorabile in un meccanismo che ti coinvolge e ti trascina, a volte in maniera sorprendente, e che ti consente di affrontare gli impegni anche faticando molto, ma con bene addosso la percezione di stare facendo un qualcosa per cui valga la pena di sgobbare duro. Un qualcosa che una volta terminato ti darà la gioia di poter dire o pensare: in quei giorni IO C’ERO!
Pensare all’intreccio di lavoro, passione, anche professionalità operativa che si sono visti nel Trent-O, nei 2 giorni prima della finale di Coppa Italia 2007 è un qualcosa che deve emozionare e far riflettere. L’emblema di tutto questo è stata la serata di Sabato nella colonia di San Giovanni. Un tranquillo edificio, immerso nella natura e nel silenzio, che all’apparenza sembrava l’emblema della quiete. Ma appena varcata la porta di ingresso, si presentava una scena metaforicamente quasi dantesca. Un incessante moto di persone assorte nei loro compiti, anche i più vari : una catena di montaggio quasi industriale che impacchettava cartine, un gruppo di lavoro che sfornava cesti premio, un team di informatici che preparava gli elaboratori, un gruppo posatori che con ordine certosino preparava il lavoro di posizionamento lanterne, una cucina super efficiente che si accingeva a sfornare cibo per centinaia di persone in un posto dove solitamente transita forse solo qualche capriolo. Il tutto senza una connessione a prima vista individuabile, ma espressione di uno sforzo comune rivolto ad un risultato che ognuno dei partecipanti voleva fortemente. Più di ogni tentazione di cedimento alla fatica.
E’ noto: affrontare delle difficoltà in gruppo rafforza i rapporti personali. E’ da queste esperienze che si decidono a volte le sorti delle associazioni. O si scoppia, o ci si unisce ancora più saldamente.
Noi del Trent-O, al di la dei commenti veramente lusinghieri dei nostri “clienti” ovvero i partecipanti alla gara, possiamo certo dire di esser stati capaci di lavorare come squadra, dove ognuno era indispensabile allo stesso modo. Si dice che uno dei mali dei nostri tempi sia l’incomunicabilità fra le persone, l’incapacità di guardarsi negli occhi parlandosi, capendosi, aiutandosi, stando insieme. Ecco perché dopo esperienze così, ci si può sentire un po’ più ricchi dentro.