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venerdì 8 ottobre 2010

Una proposta : CAMPIONATO ITALIANO DI SOCIETA'

Credo sia innegabile che correre a certe manifestazioni regali qualche emozione in più. Ad esempio i campionati Italiani nelle loro quattro specialità Sprint, middle, Long e Staffetta, oppure nelle manifestazioni interregionali o internazionali.
Mi sono spesso domandato se non sarebbe bello ci fosse anche un campionato italiano di società, organizzato in due giornate: la prima con gare individuali, la seconda con gare a staffetta.
Forse una volta le squadre con i numeri minimi per una partecipazione competitiva erano poche ma adesso si potrebbe davvero dare vita ad una due giorni molto stimolante. Io conto almeno dieci squadre in Italia con numeri importanti.
Il nostro sport è prettamente individuale ma quando si corre con lo spirito di appartenenza ad una squadra (staffette) o ad un team (trofeo delle regioni, Arge Alp) io credo che tutto sia esponenzialmente più avvincente. La dimostrazione pratica è che innegabilmente le gare in cui c'è più tifo sono le staffette.
Mi piacerebbe sapere se una cosa del genere sarebbe fattibile. La mia opinione è che una manifestazione di questo tipo manca. So che qualche "autorità" ogni tanto da una letta a questo blog... spero possa dare un riscontro positivo a questa proposta.

sabato 10 maggio 2008

Griglie di partenza in gare importanti

Data la temporanea tregua, in vista del prossimo tour de force di gare dal 24 Maggio a metà Giugno, vorrei aprire qualche discussione, che immagino potrà anche suscitare quache disaccordo.
Primo argomento : le griglie di partenza nelle gare importanti.
Parto da un dato di fatto: in molte gare importanti, e in molte categorie, quando in griglia si crea una sequenza di atleti abbastanza forti, con uno fortissimo in coda accade spesso che la classifica finale sia : 1° l'atleta forte, 2° quello partito prima di lui con distacco pari all'intervallo griglia, 3° quello partito prima del secondo con distacco dal primo pari a 2 x intervallo griglia, 4° quello partito prima del terzo con distacco dal primo pari a 3 x intervallo griglia.
Se nelle gare promozionali o regionali questo può anche essere accettato, trovo che nelle gare dove si assegnano titoli ciò sia inopportuno, anzi inaccettabile, per ovvie ragioni.
Ai recenti campionati italiani la griglia di partenza nele finali aveva un intervallo di APPENA 2 minuti, lasso di tempo che ritengo davvero esiguo. Basta un piccolo errore, un rallentamento, una mini differenza di passo che la formazione di "treni" risulta praticamente inevitabile. In queste situazioni si può falsare il risultato, e anche divertirsi molto di meno (se devo seguire qualcuno tutta la gara vado a fare una campestre o una gara di corsa su strada).
Penso che in linea di principio l'intevello della griglia dovrebbe essere MINIMO 3 minuti per le sprint, 4-5 per le Middle , e 6-8 per le long. Un esempio pratico : se in una gara Middle ho 30 concorrenti e prevedo 2h1/2 di griglie cioè 150 minuti (nemmeno troppo) posso distaziare gli atleti di ben 5 minuti : un intervallo tale che se anche si formassero treni difficilmente determinerebbe la classifica, dato che nella media distanza i distacchi sono nell'ordine dei minuti.
Credo inoltre che gli "inseguimenti" siano in parte involontari : se abbiamo sue atleti di quasi pari livello che corrono assieme, chi è leggermente avanti in una tratta deve rallentare in zona punto permettendo a chi sta dietro di avere un riferimento importante. Poi si punzona assieme e spesso si va avanti così "ad elastico" per tutta la gara.
Certe volte, purtoppo, "l'inseguimento" è una tattica predeterminata e spesso qualcuno lo diachiara apertamente (controllo dei concorrenti con relativi numeri di pettorale di chi ti parte dietro... sentito un sacco di volte). Tale atteggiamento , oltre ad essere antisportivo, rovina le gare.
Io mi schiero : allarghiamo le griglie il più possibile.... non è una mezza ora in più di partenze che determina la fatica nell'organizzare una manifestazione di livello. Ma soprattuto rendiamolo obbligatorio tramite un REGOLAMENTO, e non una cosa discrezionale.