domenica 7 giugno 2009

PINE' - COPPA ITALIA - Ritorno alle origini in MB


Le carte al 15.000 proprio non le sopporto, nel senso che non sono semplicemente capace di leggerle se sono molto particolareggiate. La carta di Pinè al 15.000 si prospettava difficoltosa e quindi all'ultimo minuto ho deciso di iscrivermi nella prima categoria disponibile con carta di gara al 10.000, ovvero la vecchia cara MB.
La gara è andata in linea di massima bene: pochi errori, qualche scelta di percoso non ottimale ma nel complesso la testa per foruna ha funzionato bene. Per le gambe manca ancora un po'. Cosa non secondaria mi sono divertito MOLTO...cosa che con una carta illeggibile (a me incapace, sottolineo) non sarebbe risucita.
Vorrei solo far notare a chi sbeffeggia la categoria che nonostante una prova ben di sopra della sufficienza, la classifica decereta un 5°posto. Alla faccia della categoria materasso!!
Per il resto un plauso all'Orienteering Pinè, davvero molto bravi. L'organizzazione è riuscita a combinare logistica e parte tecnica in maniera ottimale, grazie alla zona arrivo collocata presso lo stadio del ghiaccio di Pinè. I percorsi e la carta (stampa topografica) mi sono sembrati decisamente all'altezza.
Un elogio particolare per il sito Web, molto bello e funzionale. Da APPLAUSO il fatto di aver reso disponibili classifiche e split time già in serata. Dovrebbe servire da esempio generale... poter analizzare la propria gara poche ore dopo averla corsa è a me particolarmente gradita.
Adesso.... i campionati Trentini Long a Barricata. Per fortuna la carta di gara sarà al 10.000. Non nutro particolari speranze, ma ho decisamente volgia di dare il massimo possibile. E tentar non nuoce mai....

domenica 31 maggio 2009

Trofeo delle regioni 2009 - STAFFETTA - Varena

Fin dai tempi dell'atletica le gare di staffetta mi hanno entusiasmato perché riuscivano a rendere di squadra una disciplina per definizione individuale. Allora correvo la 4x400 ai campionati societari. Ricordo ancora come fosse ieri che praticamente sempre ero schierato in seconda frazione, quella che riceve il cambio in corsia e dopo aver effettuato la prima curva, rientrava alla corda nella curva prima del rettilineo finale. Una delle cose più belle era che quando vedevo il compagno arrivare con il testimone in mano mi emozionavo molto di più rispetto ad una ara individuale. E quando le gare si risolvevano in volata fra gli ultimi frazionisti...c'era un'atmosfera di adrenalina pura...
Mai avrei pensato che passando all'Orientamento si sarebbero potute provare sensazioni ancora più coinvolgenti. La staffetta orientistica è secondo me un fantastico condensato di emozione, autocontrollo, senso di responsabilità verso il compagno, terrore di "rovinare" la prestazione della squadra.
Mi piace, mi piace tantissimo. Mi ha fatto provare emozioni e soddisfazioni ben più delle mie gare individuali. Forse la più bella è stata ai campionati italiani 2005 a Barricata, quando in terza frazione Maurizio Giuliani in un testa a testa finale con Gianluca Di Stefano mi permetteva di salire per la prima volta su un podio nazionale. Memorabile fu anche a San Genesio l'anno successivo quando al secondo cambio eravamo incredibilmente in vantaggio di 5 minuti sul "superPrimiero"... poi però Roberto Pradel ci ha negato quella che avrebbe potuto essere la più grande soddisfazione della mia carriera orientistica, ma fu ugualmente un secondo posto fantastico.
Altri ricordi difficli da dimenticare... un anno a Cavareno ai campionati Trentini staffetta a due, Michele Candotti mi da un magnifico cambio in prima posizione transitando in contemporanea con Enrico Casagrande (poi con Giorgio Paoli) e Maurizio Giuliani (poi con Stefano Demattè). Nei primi punti lascio la compagnia e con un gamba che veramente volava passo al comando. Voltandomi non si vedeva più nessuno..... poi al punto 4 uno dei black out più impressionanti di questi anni di orientamento. 30 minuti per un punto da 5 al massimo e alla fine l'incubo di presentarmi all'arrivo avendo gettato al vento un occasione per un titolo provinciale. Poche volte una gara sportiva mi ha fatto venire il mal di stomaco come quella volta. Forse per quel motivo nel 2008 sulla piana del Cansigio Michele mi ha restituito il "favore": questa volta io al lancio e dopo una buona frazione transito secondo dietro solo all'inafferrabile Rigoni. Dopo che iniziano i primi arrivi vedo Michele arrivare... ma non dalla parte della lanterna 100, ma dall'altra parte del bosco. Rititato per "black out mentale" mi dirà dopo.
Che siano state gioie o dolori, comunque gare che si vivono con un coinvolgimento emotivo particolare.
Arriviamo finalmente alla gara di Varena.
Arrivavo a questa competizione, leggasi post precedente, in condizioni psicofisiche di certo non ottimali. Tuttavia la mia gara, in prima frazione (ormai mi sono specializzato "al lancio") segna una certa inversione di tendenza rispetto agli ultimi disastri. Dopo una partenza non proprio promettente, per una palese imprecisione della carta che ha mandato in crisi pure il Super Cip Andrea Cipriani e Alberto Grilli, ho iniziato una sequenza di punti particolarmente positiva. Non avendo la carta di gara, a mente, verso il punto 9 ho passato Giuliano Rampado e poco prima del punto spettacolo sono riuscito a raggiungere Marco Giovannini e Corrado Arduini. Nei punti successivi non sono riuscito ad isolarmi mentalmente e inconsciamente ho volto spesso lo sguardo verso di loro. In alcuni punti la cosa si è rilavata vantaggiosa in zona punto. In due occasioni però mi sono cacciato in dei "quasi guai" andando verso punti di controllo che non erano i miei. Nel primo caso me ne sono accorto in pochi secondi e portarmi al punto giusto mi è costato si e no 20 secondi. Alla lanterna 18 però, complice anche un errore di parallelo, e avendo davanti a me Corrado ho fatto una figura "da dilettante" andando alla lanterna sbagliata. La cosa mi ha decisamente irritato... dopo tanti anni di gare pensavo di non commettere più ingenuità simili. Mi giustifico col fatto che la gara era verso il termine ed ero veramente esausto. Credo davvero che essendo "al gancio" ho scollegato il cervello per qualche secondo seguendo senza ragione ( e soprattutto senza la volontà di trarne vantaggio) l'avversario. Per fortuna che avendo letto bene la carta per tutta la percorrenza mi sono rilocalizzato molto in fretta, perdendo non più di due minuti. Il tempo per farmi riprendere da Giuliano. Il punto dopo invece è ricomparso Marco e dopo un esitazione anche per andare alla 100 (il che mi da la certezza che ero davvero alla "frutta") volatone finale per dare il cambio a Michele...ormai mio fedele compagno di staffetta. E che compagno questa volta!! Michele ha disputato una seconda frazione fantastica, risultando secondo solo a Carlo Rigoni e permettendo alla staffetta Trent-O di arrivare adirittura quarti a soli 4 minuti dal podio. Un risultato assolutamente insperato, merito (va detto) principalmente di Michele.
Per me comunque una gara che risolleva un po’ il morale, perché nonostante il paio di errori dovuti all'eccessiva influenza che hanno avuto gli altri concorrenti sulla mia attenzione, ho corso quasi sempre con un ottimo contatto carta terreno. C'è da dire che la difficoltà tecnica generale non era elevatissima, ma specie nei punti più tecnici sono stato molto preciso e attento.
Adesso mi aspetta la coppa Italia di Pinè..con una notevole dose di follia mi iscriverò in M35 affrontando 12,4 kmsfz in un momento non eccezionale. Però non ce la faccio proprio a tirarmi indietro. Confido in paio di buoni allenamenti infrasettimanali di almeno 1h-1h15', per riprendere "gamba".
A costo comunque di arrivare al traguardo strisciando al "passo del leopardo"

domenica 24 maggio 2009

CIMIRLO-MARANZA: un Week End da dimenticare

Nelle mie intenzioni questo fine settimana, con il doppio impegno al passo Cimirlo e sulla nuova carta della Maranza, doveva essere quello del rilancio dopo un inizio di stagione che nella realtà non c'è mai stato.
Ci sono periodi però in cui gira tutto storto, ma che più storto davvero non si può!
Cominciamo con Sabato : nelle intenzioni un "Warm up" in vista di Domenica. Sul volantino scaricabile dal sito fiso leggo gara SPRINT al passo del Cimirlo, valida per il circuito CSI 2009. Non so in base a quale strano convincimento, ma nella mia testa c'è una gara sprint da corrersi prevalentemente sulle vie "asfaltate" della zona, pertanto da correre con scarpe da ginnastica da strada. La gara invece (orientisticamente interessante oltretutto) è tutto il contrario di quanto pensato: tutta in bosco, con pendenze anche notevoli, no sprint (Tempo vincitori sopra la mezz’ora) e difficilmente corribile con calzature normali. Dopo l’ennesima caduta con sbucciature comprese, considerato pure che avevo tralasciato una lanterna abbastanza lontana dalla zona arrivo, decido di salvare più energie possibile per il giorno successivo. Se il buongiorno si vede dal mattino….
E arriviamo alla gara di Domenica, al Rifugio Maranza, valida per l’assegnazione del titolo di campione trentino “Middle” 2009. Il viaggio in zona ritrovo è costellato da una serie di contrattempi che hanno dell’incredibile, sui quali però è meglio sorvolare. L’unica cosa positiva è che salendo in moto, mi è gentilmente concesso di arrivare con il mezzo fino al rifugio, risparmiandomi i 2,5 km di camminata con relativo dislivello. Senza questo “bonus” difficilmente sarei riuscito a partire in orario.
Arrivato alla partenza cerco di cancellare tutti i cattivi pensieri e le tribolazioni del giorno prima e della mattinata. La carta, appena presa al via si rivela molto particolareggiata e difficilissima da leggere in corsa. Memore di esperienze precedenti mi impongo di non forzare i ritmi e di stare molto attento. La mia condizione fisica non particolarmente brillante non ostacola questa impostazione in quanto anche se avessi voluto tirare le gambe mi avrebbero fatto un bel gesto “dell’ombrello”. L’inizio è incoraggiante: una piccola indecisione al punto 1 (pochi secondi comunque) però poi proseguo deciso e sicuro per gli altri punti. Ma il mio destino in questo periodo è che se qualcosa va bene, deve necessariamente durare molto poco. Nei pressi della lanterna 4 scivolo banalmente su un fianco e nella caduta la coscia sinistra sbatte violentemente su un sasso affiorante. Il dolore è da togliere il fiato: il compagno di società Emilio a pochi metri da me, sentiti i miei lamenti, gentilmente mi chiede se ho bisogno di aiuto. Lo ringrazio e gli dico di continuare tranquillamente la sua gara. La botta è però violenta e per un minuto buono cerco di capire i danni riportati… dato che avevo iniziato così bene la gara stringo i denti e confido di poter continuare. La gamba duole ma dopo qualche minuto, forse per l’effetto del muscolo caldo riesco ancora a correre, pur con una certa sofferenza. Ma una buona gara di questi tempi farebbe talmente bene al morale, da riuscire a farmi sopportare il dolore fisico. Le lanterne 5, 6 e 7 le corro molto bene, con grande sicurezza. Alla 8, forse una delle più toste della giornata compio il primo errore della giornata non riuscendo a capire se la traccia su cui corro è il sentierino che porta al punto. Evidentemente no, perché vado lungo alla base di un colle più avanti. Per fortuna mi accorgo subito dell’errore e torno in zona punto perdendo un paio di minuti, ma non compromettendo la gara. Cosa che faccio al punto successivo. Cerco di prendere il sentierino che dovrebbe portarmi con facilità alla grande roccia, facile punto di attacco alla lanterna. Sembra un punto banale, uno dei più semplici della giornata. Infatti arrivo a un roccione ma con mio grande stupore la buca lì vicino non c’è. Mi prende una certa ansia, sono sicuro di essere arrivato giusto ma niente da fare. Decido si spostarmi leggermene verso il basso e lì inizia un calvario che dura 12 minuti. Mi prende uno sconforto micidiale… non capisco, non riesco a riprendere il contatto carta. Ritorno alla roccia di nuovo, ma nulla, la buca non c’è. Non passa nessuno. Lo sconforto si impossessa di me totalmente, non riesco a reagire. Tutto di un tratto è come se tutte le energie uscissero dal mio corpo. Una sensazione veramente brutta. Dopo un po’ mi guardo attorno, vedo altri orientisti in lontananza e appare un’altra grande roccia. E’quella vicina al punto. Arrivare alla buca è un gioco da ragazzi. Anche al traguardo non riesco a capacitarmi e a capire cosa sia successo, dov’era quella roccia che mi ha ingannato. Perché non ho capito..perchè non mi sono in ogni caso rilocalizzato in fretta come ho fatto al punto precedente.
Punzonato il punto 9 ho una grande voglia di ritirarmi, mi prende quasi un rifiuto per lo sport che tanto mi appassiona, tanta è la delusione di aver visto sfumare l’occasione per ricaricare il morale.
Mi impongo di impegnarmi fino al traguardo, ma non mi diverto più. Paradosso dei paradossi, non sbaglio quasi una virgola…
Arrivato alla fine, mano a mano che il muscolo si raffredda il dolore aumenta e mentre scrivo (ore 23.00) fatico quasi a camminare.
Credo che la gara sia stata molto interessante, corsa su una zona molto tecnica e impegnativa sia fisicamente che tecnicamente. La difficoltà maggiore che ho incontrato è stata leggere i particolari delle curve di livello che con stampa laser, e con la scala al 10.000 erano davvero problematici da comprendere in corsa. Quando Enrico Casagrande a fine gara mi ha fatto vedere la sua “tutti i punti” in scala 7500… ho provato un po’ di invidia in quanto con quella scala la gara sarebbe stato più divertente. Peccato che i regolamenti siano così rigidi…in questo caso sarebbe bastata un po’di beata elasticità regolamentare, per permettere agli organizzatori l’uso del 7500 e farci divertire molto di più. Un complimento d Antonio Baccega: la sua prestazione dimostra che quando c’è la classe…. non c’è gamba, carta, età e altro che tenga…la dimostrazione lampante che trovare stupide scuse è esercizio sciocco e ingannevole verso se stessi. I campioni vanno sempre forte, qualsiasi cosa succeda, qualsiasi sia la carta, la scala, la stampa, il meteo, le circostanze ecc.ecc..
Per questo motivo quando le cose vanno male l’unica cosa utile da fare è avere il rigore morale di guardarsi dentro, non cercare scuse, abbassare la testa e cercare la forza per reagire.
In ogni caso grazie agli amici dell’Orienteering Pergine e Villazzano per avere proposto questa zona nuova.
Per me invece…. un altro boccone amaro da mandare giù, con un Week end che doveva essere quello del rilancio e che invece mi ha demoralizzato ancor di più. E beffa oltre al danno, lasciato una gamba parecchio malconcia. Ho paura a pensare a domani mattina quando dovrò scendere dal letto.
Speriamo che la ruota giri in fretta. Adesso come adesso… non ne gira una di giuste.
PS per Stegal. 2-0 per te!!

lunedì 11 maggio 2009

Obiettivo "Trentini Middle"

Dopo le fatiche organizzative dei campionati italiani è ora di rivestire i panni dell'orientista attivo e cercare di recuperare una condizione atletica accettabile. Come sempre darsi un obiettivo aiuta a trovare stimoli e così ho deciso di dedicare la mia attenzione ai campionati trentini "middle" che si correranno sulla Marzola il 24 Maggio. Mi incuriosisce molto la cartina sui cui saremo chiamati a gareggiare... durante qualche allenamento "vertical" per salire ai circa 1850 metri della vetta partendo dal passo del Cimirlo più di una volta avevo "puntato" l'occhio sui quei terreni per un'opportunità cartografica ma poi la mia attenzione era stata prevalentemente rapita dall'altopiano dell'Argentario. Sono però felice che qualcuno abbia realizzato quell'idea. Avevo sempre considerato un po' il limite della zona la mancanza di alternativa al "costone", ma poi mi ero ricreduto perchè osservando dall'alto c'è una zona "a conca" che potrebbe essere interessante e spero che la carta si sviluppi anche in quella parte dando "movimento" alle curve di livello che altrimenti temo sarebbero abbastanza "diritte".
Da un paio di settimane sono riuscito a trovare una certa continuità nella frequenza degli allenamenti, correndo in media un giorno su due. La condizione è migliorata, anche se non ci voleva veramente molto dato lo stato pietoso in cui annaspavo. La cosa che mi più preoccupa è che non riesco a recuperare mobilità articolare e mi sento sempre molto rigido e "inchiodato" in particolar modo di schiena e anche. Sicuramente l'approssimarsi ai 40 anni impone una maggior attenzione verso l'allungamento muscolare. Purtroppo tutti gli impegni della vita non consentono più quei bellissimi allenamenti nei quali dopo la corsa si poteva dedicare 30-40 minuti allo stretching. Adesso è tutto compresso in tempi stretti e tralasciare la fase "fisioterapica" ha conseguenza non piacevoli.
Spero di recuperare un po' di agilità da qui a fine mese... per fare delle buone gare prima dell'estate....e non sentirmi un .... "ex atleta"

lunedì 27 aprile 2009

Campionati Italiani MIDDLE 2009 - Bosco di CIVEZZANO


Adesso che è tutto finito, faccio ancora fatica a credere che sia successo per davvero.
Mi tornano alla mente gli allenamenti sul monte Calisio, quando dalla piazzola della vetta guardavo verso nord, e vedevo quella specie di spianata e pensavo... chissà come sarebbe una gara di orientamento laggiù. Si vedevano dei bellissimi prati, delle zone con pendenze improponibili ma anche grandi spianate, fra le quali una che si distingueva dalle altre e che molto tempo dopo ho scoperto chiamarsi "Pra Maor". Poi, scendendo a correre nelle zone viste dall'alto e uscendo qua e la dai sentieri di normale percorrenza che da Montevaccino portano al lago di Santa Colomba, rafforzavo il mio convincimento. Qui una bella gara di Orienteering si potrebbe proprio fare. Poi le coincidenze che nella vita si intersecano hanno fatto si che un'amica di Maria Piffer fosse un membro della circoscrizione dell'Argentario, incuriosita probabilmente nel sentir parlare di Orientamento. Così dopo qualche chiacchiera, qualche riunione alla circoscrizione dell'Argentario si capì che qualcosa di bello poteva nascere. Poi non so perché... e nonostante abbiamo vissuto questa grande avventura assieme in questi mesi ho ancora da chiederglielo.... si è convinto anche l'altro Andrea del Trent-O, che fortunatamente conta molto più di me nel mondo dell'orientamento. Allora quello che era una mio folle pensiero o desiderio iniziò a materializzarsi. Forse un Arge Alp? Wow... che prospettiva però.... ma.... a me piacerebbe di più i camp..... nooo ma che stiamo a scherzare??? Un Arge Alp sarebbe già un grande evento!!! Lasciamo stare i desideri irrealizzabili di un aspirante orientista di livello ormai mancato!
Però intanto le prime idee iniziarono a diventare cose concrete.
Il 6 Ottobre 2007 si corre la prima edizione dell'Ori-Argentario, gara promozionale di Orientamento.
Un diluvio terrificante si abbatte sotto il Calisio esattamente durante le tre ore di svolgimento della gara. Inizio bagnato, inizio fortunato??? Mahh forse si, ma avrei preferito una bella giornata di sole. Bello lo stesso. Certo che il "Pra Maor"….sarebbe tutto un'altra cosa. Chissà. Ma dai... che cosa assurda. Ma vuoi che se fosse una cosa seria... una carta a 10 minuti dal centro di Trento e mai nessuno ci ha fatto un pensierino? Assurdo! Certo ... però .. ahhh quanto è bello il Pra Maor (Per onestà intellettuale la zona era già stata in parte cartografata. Esisteva una vecchia carta "Pralongo" che comprendeva parte della zona della semifinale e una vecchissima carta di MTB-O che copriva una area più ampia. In ogni caso parliamo di circa 20 anni fa...una bella "naftalina!!")
Passa un anno e la folle idea, grazie al "giramento di rotelle" di Andrea R. si concretizza. Un giorno me lo dice quasi in scioltezza: facciamo il campionato Italiano Middle sull'Argentario. Ah... avete presente quando vi dicono una cosa e di botto non si realizza immediatamente? Qualche minuto dopo.. "cooooosaa???" Campionato Italiano Middle sull'Argentario?!?!? Magnifico!!! E la mente tornava a quella vista dall'alto della vetta del Calisio, a quel primo pensiero originale.
Poi tutto si è incanalato nel verso giusto: la presentazione della candidatura, il secondo Ori-Argentario "cittadino" (molto più partecipato del primo e festa del comitato Trentino della Fiso), l’accettazione della candidatura, i primi pensieri dell’organizzazione.
Ed è arrivato il 2009... per me iniziato in maniera traumatica, per varie vicende che mi hanno coinvolto. Il tempo di superarle che era già ora di mettere il "campo base" in zona carta per aiutare Manuela a tracciare la semifinale. Ore in giro per i Boschi, nottate su Ocad, i consigli preziosi di Andrea R. Adesso che ne parlo al passato, sembra che tutto sia andato così in fretta.
La cronaca della gara non deve stare su questo Blog, ma deve essere scritta da chi l'ha vissuta da ospite. E la cosa più bella in assoluto è percepire già da subito che sia andato tutto bene. La fatica a volte massacrante scompare quando le persone ti gratificano con la loro soddisfazione.
Posso solo rivolgere un pensiero di enorme gratitudine a tutti i volontari che ci hanno aiutato nella logistica e a tutti quelli della nostra società che, come nelle altre organizzazioni, hanno lavorato DURISSIMAMENTE, senza avere le gratificazioni che chi ha ruoli ad "alta visibilità" come il mio inevitabilmente riceve (un po' come nel calcio... l'attacante che fa il goal lo vedono tutti e tutti lo lodano..ma senza un centrocampo e una difesa solidi, che si notano di meno, non si vincerebbe mai!) Posso dire che quando ho ricevuto i complimenti degli orientisti, mi sentivo in colpa verso di loro che silenziosamente e laboriosamente rendevano possibile un evento che ricorderò per tutta la vita. Grazie ancora! A volte la cronaca, i “Media” tendono solo a sbatterti in faccia la merda e il marcio di cui è pieno questo mondo. Partecipare alla costruzione di eventi come questo ha l’impagabile merito di ricordarti che ci sono anche persone Fantastiche, che dedicano tanto tempo, energia e fatica nel silenzio, gratificati solo di quella pacca sulla spalla che gli dai per ringraziarli.
Questa è la storia di un allenamento in salita sulla cima del monte Calisio, di una repentina e involontaria occhiata in direzione Nord in una magnifica giornata di sole.
E di un'idea strampalata e confusa, che si è trasformata in una magnifica esperienza.

mercoledì 4 febbraio 2009

Una lenta ripartenza

Dopo 2 mesi di inattività praticamente totale sto piano piano, e faticosamente, ricominciando a fare qualche uscita di allenamento.
La prima, 22 minuti, è stata un po' traumatica. Lo scopo dell'allenamento è stato riuscire a correre continuamente e non fermarsi quando si presentava anche una minima salitella. La seconda uscita, 26 minuti, non è stata tanto diversa. La cosa sorprendente era anche avere un discreto mal di gambe dopo aver fatto la doccia..... per 26 miseri minuti corsi super lenti!
La terza uscita, di mezz'ora netta netta, è andata invece molto meglio. Migliori sensazioni, nessun affanno e nemmeno mal di gambe alla fine.
E' incredibile quanto si possa perdere stando completamente fermi, anche solo per due mesi.....
Comunque sento di aver rotto il ghiaccio e che nelle 3 settimane che mancano per i campionati italiani Sprint a Firenze, a cui spero vivamente di poter partecipare, riuscirò a correre quanto serve per arrivare in condizioni almeno dignitose. Certo nella migliore delle ipotesi sarò al 50% delle forma della gara di Pergine che assegnò il titolo Sprint 2008. Ma dati gli eventi degli ultimi 6 mesi, già esserci sarà fantastico. E la gara dura solo 15-20 minuti....

giovedì 22 gennaio 2009

Sono "Perginese"

Dopo lunghe e faticose vicende sono finalmente "Perginese".
Con la casa e il trasloco completati (quasi....) spero finalmente di poter tornare ad una situazione di tranquillità, ma soprattutto di ricominciare ad allenarmi almeno un po' per arrivare alle prime gare primaverili in condizioni almeno decorose.
Ho una voglia pazzesca di "orientarmi".