lunedì 30 agosto 2010

Highlands Open 2010

Come promesso riprendo le trasmissioni. L’occasione sono le due tappe degli HighLands Open 2010 che si corrono ad Asiago.
TAPPA 1 – Roana Laghetto Spillek - Middle
Dopo la fase di riflessione post Val Canali sono tornato alle gare con un imperativo assoluto. Porre tanta, tantissima attenzione al lato psicologico della disciplina. Ormai pratico Orienteering da quasi 10 anni e avendo disputato anche ottime gare, non ritengo ci sia altra ragione che quella dell’approccio mentale per spiegare certi “vuoti” che mi si sono capitati in alcune gare di inizio stagione.
Questa prima tappa degli HO2010 mi da una grande soddisfazione: riesco nel mio intento e sorretto anche da un allenamento decente corro una buona gara, praticamente senza errori. Pur non forzando troppo i ritmi a causa del gran caldo che soffro brutalmente, con mia grande sorpresa arrivo addirittura secondo dietro a “Friz” cioè uno dei più forti M40 in circolazione.
L’unica imprecisione arriva alla lanterna 1 dove, pur stando attentissimo a rimanere alla quota della lanterna K arrivo stranamente alto. Per fortuna una zona aperta con vegetazione che rallenta la corsa mi arresta, intuisco che si tratta del giallo barrato verde: scendo di 2 curve buone e trovo il punto. Non è la prima volta che ho problemi con le cdl di questa carta. La miglior cosa di questa gara la faccio resettando subito l’emotività dell’errore al primo punto e arrivo al termine veramente “senza macchia”. Non mi importa del risultato… sono molto contento: quando poi leggo la classifica ammetto che un plus di soddisfazione arriva. Rianalizzando la gara alcune scelte mi paiono azzeccate e pratiche. Ad esempio alla 10 prendere l’incrocio dei sentieri per portarsi grossomodo in quota della zona punto, arrivandoci oltrepassando l’avvallamento. Alla 17 prendendo la zona privata come attacco, evitando di navigare in un terreno estremamente difficoltoso. Meno male, finalmente!
Non ci sarà troppo tempo di godersela… il giorno dopo Long a Cesuna. Non lo so ancora ma mi aspetta una carta, “Roana Kubelek” che definire terribile non è esagerato.
TAPPA 2 – Cesuna - Long
Una rondine non fa primavera è la frase che mi ripeto 100 volte andando in partenza. Un’evoluzione positiva nel mio orientamento sarà tale solo dopo un buon numero di gare senza particolari errori.
La lanterna 1 di questa Long potrebbe interrompere già da subito il ciclo positivo: parto subito dal tempo impiagato 11: minuti per un punto di 400 metri circa. Spero di non essere presuntuoso ma non mi posso rimproverare più di tanto. Ecco la cronaca: salgo un poco alla lanterna K, attraverso il prato ed entro nell’inferno orientistico di quella zona dove rispetto ai già tanti sassi cartografati ce ne sono almeno il doppio. La superficie di terreno prova di sassi è esigua e occorre anche fare attenzione a non farsi male. Arrivo a intravedere sopra di me il giallino che mi dovrebbe dare un riferimento sicuro. Proseguo fiducioso aspettando una vistosa variazione del profilo del terreno evidenziata dalle cld come un enorme “naso”. Scendo appena, e noto che le curve di livello in zona punto si staccano un po’ e quindi mi aspetto un leggero calare della pendenza. Infatti il pendio scema leggermente….ci sono: Aspetto di vedere la lanterna da un secondo all'altro. Nella mia mente non può essere altrove ma purtroppo, in mezzo ad un groviglio impressionante di sassi, pietre e rocce nulla appare. Scendo ancora un po’ per disperazione ma l’aumento della pendenza mi consiglia di fermarmi. Sono sicuro di aver fatto tutto bene e quindi sono spiazzato. Sono anche stato il primo a partire quindi non c’è nessuno in zona. Provo a vagare qua e la ma in mezzo a quell’inferno non trovo nulla. Sapendo che pascolare a vuoto non serve a nulla provo a scendere fino al prato sotto per attaccare il punto in maniera diversa. Salgo ma pur mettendoci la massima attenzione non mi trovo sulla carta. Salendo incrocio Michele partito 4 minuti dopo di me. Girando a caso trovo la lanterna, avviso Michele che ringrazia. Sono molto perplesso ma cerco di fare come il giorno prima: reset emotivo e via per il resto della gara. Che va discretamente bene. Mi rimprovero solo 2 scelte: alla 10 faccio la costa ma date le condizioni terribili del fondo mi pento 100 volte di non aver fatto la strada sotto. In fondo il prezzo da pagare erano solo 6-7 curve e su una tratta così lunga, con un terreno così infame stimo avrei guadagnato minimo 3 minuti. Nella tratta 13 scendo troppo, fino al cimitero, spossandomi nella successiva risalita, dove la benzina finisce e la luce si spegne. Purtroppo non c'è un ristoro in gara (unica pecca a due giorni con un organizzazione esemplare da parte degli amici dell’Erebus, complimenti!)
Tuttavia sono soddisfatto anche di questa Long. Senza il primo disgraziato punto per il quale non riesco a darmi colpe, non sarei stato lontano dai primi.
Se per qualcuno (a caso) a inizio anno doveva finire la sua seconda epoca orientistica, io spero invece che in questo autunno, per me, questa seconda fase sia agli albori.

martedì 24 agosto 2010

Ripresa trasmissioni

Nella due giorni agli Highlands Open, attaccato da più fronti con grande simpatia, preso in giro in ogni modo per le modalità di sospensione del blog, e messo pure al muro da una finalmente buona prestazione, per salvarmi da sicuri sberleffi futuri ho ceduto alle "richieste" di riaprire le trasmissioni.
Prima però una settimana di ferie al mare, per ricaricare le batterie....e per pensare a cosa scrivere. Ho perso l'allenamento a "bloggare".

domenica 25 aprile 2010

Fatale Val Canali

Due giorni in Val Canali che mi riporta agli incubi orinetistici del passato. Tratte fatte molto bene, in pieno controllo e uno-due errori in gara devastanti.
Inoltre nella staffetta, dopo circa 230 Gare sono incappato nella mia prima PE della carriera. Proprio nella staffetta....dove tengo sempre la massima attenzione ai codici... Un Black-Out che non mi so spiegare.
Quest'anno doveva essere quello dell'attenzione e della tenuta mentale, ma evidentemente qualcosa ancora non va. Non riesco a spiegarmi la cosa e questo è ancora più sconfortante.
Sono molto amareggiato, tanto da volermi prendere un po' di pausa. Questa sera sento le motivazioni orientistiche al minimo storico. Inoltre nelle mie categorie vedo sempre più atleti che fanno cose eccellenti e che migliorano di anno in anno, mentre io non riesco a fare altrettanto. Visti i sacrifici che devo fare per ritagliarmi qualche spazio per allenarmi, se i risultati sono questi tantovale che faccia le gare al "piccolo trotto", senza nessuna pretesa, evitando di farmi il leggendario "mazzo". Avendo una genesi sportiva da corridore di resistenza non sono uno che nello sport e nella vita "molla" tanto facilmente ma in questo momento, non vedendo concreti migioramenti gli stimoli sono quasi a zero. Spero possano tornare, perchè questo sport mi piace veramente molto.
Concludo questo post, con un ringraziamento a Dario Stefani dell'Erebus, che oggi ha avuto un gesto nei miei confronti di fantastica sensibilità sportiva.

domenica 11 aprile 2010

Monghidoro- Campionati Italiani Sprint

Primo titolo nazionale 2010 in palio e trasferta sull’Appennino Tosco-Emiliano in quel di Monghidoro, che mia madre riconosce al volo in quanto paese natale di Gianni Morandi.
La gara sprint è statisticamente quella in cui a livello nazionale ho ottenuto i migliori piazzamenti, anche se so bene che per le primissime posizioni non credo di poter avere grandi ambizioni. Ma siccome tentar non nuoce e forse nelle sprint qualche sorpresa ce la si può aspettare, cerco di partire bello carico, con l’intenzione di dare il meglio. L’obiettivo è un posto nei 10, che non è mai male.
La prima parte della gara si svolge all’interno del paese e alla partenza, resomi conto della cosa mi sforzo di tirare un po’ il freno perché so bene che se parto a tutta la possibilità di sbagliare è altissima. Procedo non velocissimo ma sicuro e preciso fino al punto 7 dove commetto l’unica imprecisione della giornata andando “lungo”, ma per fortuna accorgendomene abbastanza in fretta. Da li in poi inizia la parte migliore della mia gara: il ritmo di corsa aumenta e per fortuna non faccio errori se non qualche sbavatura di pochi secondi. All’arrivo Stegal al microfono mi riempie di soddisfazione comunicando che ho fatto il miglior tempo fino a quel momento. Pur sapendo benissimo che la cosa sarà assolutamente provvisoria provo una gioia enorme e mi scappa anche un gesto di esultanza che non avevo da quando ero ragazzino e, giocando a calcio , segnavo una discreta quantità di goal essendo attaccante di piede non eccelso ma veloce veloce. Ti ringrazio Stefano.. sarà una sciocchezza ma, complice l’adrenalina dell’immediato post gara, mi hai regalato qualche istante di felicità sportiva. Come da copione iniziano ad arrivare i più forti e il mio tempo viene macinato da molti e tritato da Rigoni.
Per quanto riguarda la gara, la mia opinione è che è stata organizzata una bellissima sprint, varia per velocità di corsa, tipo di terreno e approccio mentale necessario per andare al massimo. Voto alto al tracciatore Seppi, con il quale ho il piacere di congratularmi a fine gara.
Per quanto riguarda i risultati il vero vincitore della gara è Dario, che corre una gara per me strepitosa, dimostrando senza dubbio di essere una atleta veramente forte e che merita i più grandi complimenti per questa prestazione. Dietro a lui i nomi che ci si aspettava, con l’assenza di Michele che non ha una delle sue giornate migliori. Per me un nono posto che probabilmente rispecchia abbastanza bene la mia collocazione in una graduatoria nazionale nella disciplina. Cercando nell’archivio dei tricolori sprint trovo infatti un 9° posto a Marcesina 2006 e ancora un 9° a Pergine 2008. Insomma… quasi un abbonamento a questo piazzamento!!
Quello che però mi stupisce è il distacco dai primi, ad esempio da Dario dato che Rigoni non si calcola. Da una sommaria analisi degli split scopro che 2 dei 3 minuti che ho preso erano già in “cassa” alla lanterna 9 e quindi (pur contando i 40 sec di errore alla 7) , essendo la prima parte quella in cui contavano di più le qualità tecniche orientisti che non posso che concludere che il mio gap dai migliori è elevato. Sicuramente si tratta di maggior lentezza nel legame lettura fine-corsa veloce. La cosa sconforta un po’ perché è una cosa che sarà difficile migliorare in maniera sostanziale e ciò significa che difficilmente potrò mai avere grandi aspirazioni in gare importati, anche se dovessi presentarmi con una condizione atletica molto migliore di quella attuale che comunque definirei accettabile (lo dimostra la tratta 13 dove confrontando il mio tempo con quello degli altri credo di avere realizzato uno dei migliori parziali).
Provo ad analizzare infatti dove avrei potuto limare qualcosa alla mia prestazione.
Punti 1,2,3 ok. 4 ok, forse da verificare la scelta: magari salendo dalle scalette si guadagnava qualcosa. 5 e 6 ok. 7 circa 40 sec di errore. 8 ok. 9 corsa un po’ lenta in uscita… facciamo 5 secondi. 10,11,12,13 Ok. Alla 14 cerco nella siepe invece che in fondo alla scaletta: 5-10 sec. 15,16,17,18,19,20,21 Ok.
In tutto fa circa 1 minuto, e quindi in ogni caso lontano dal duo Pedrotti-Cipriani. Pur nella soddisfazione di essere nei 10 in Italia per la terza volta porto a casa un po’ di amarezza dalla consapevolezza di essere un gradino abbondante sotto i migliori. In ogni caso complimenti a loro perché sono al di fuori della mia portata ed è giusto e sportivo riconoscerlo. Devo ancora capire quindi se essere contento o malinconico…

lunedì 5 aprile 2010

VIGOLANA

In una giornata con fastidiosissimo e freddo vento, sono al via della terza tappa della “3 Giorni della Valsugana” per una gara sulla media distanza. E’ la prima gara di bosco vero della stagione, anche se conoscendo orami bene la carta dove si svolgerà la competizione so che non è proprio il bosco dei miei sogni, ma vorrei continuare nella serie positiva di gare che dura da un po’.
Alla partenza le prime tre lanterne vanno via lisce come l’olio e pur con un po’ di stanchezza per la sprint corsa sabato “a bombazza” le cose sembrano andare bene finché la prima congiuntura negativa della stagione ci mette lo zampino. Scendendo a tutta dal punto 3, in diagonale per andare a percorrere la comoda strada che porta verso la quattro appoggio il piede male e la caviglia prende una brutta torsione. Sento una fitta abbastanza violenta, ma per fortuna dopo una piccola sosta di “check” proseguo con cautela e riesco a correre anche se con un certo fastidio. Ma la tratta della disfatta non è terminata. Arrivo al sentiero in salita che porta al punto 4 con in testa l’input del bivio di sentieri verso destra. Con un po’ di disattenzione da parte mia, e un po’ di sfortuna dovuta al fatto che il simbolo è parzialmente nascosto dal cerchio rosso, invece di prendere il bivio a destra imbocco la canaletta che mi porta fuori rotta. Mi aspetto di trovare il sasso entro pochi secondi ma salgo, salgo e non trovo nulla, passando beffardamente a circa 30 metri a sinistra del punto ma volgendo lo sguardo verso destra convinto di essere sul sentiero. Non riesco a capire con prontezza cosa è successo e con disappunto arrivo fino alla strada superiore. Osservo bene la carta e in 1 minuto circa di stop ancora non capisco cosa è successo. Rientro velocemente in carta grazie ad un sentierino e trovo subito il punto. Purtroppo però la gara per me finisce qui. Un po’ malconcio e un po’demoralizzato continuo con buona precisione generale se non in un errato approccio alla 6. I punti dalla 10 alla 15 sono per me di sofferenza fisica totale. So di non essere un mostro in salita ma oggi sono in giornata no e mi trascino miseramente in cima al colle delle ultime tre lanterne. Una prestazione atletica veramente pessima… spero sia stato solo un episodio.
Al traguardo vedendo i tempi di Michele e Dario mi stupisco: sono andati entrambi molto forte. Anche senza errori non sarei riuscito a fare i loro tempi. Del resto lo so bene, sulle pendenze estreme non sono competitivo, e oggi di muri da scalare ce ne erano in abbondanza.
Adesso si va in Emilia per i campionati Italiani e la CI Long, su un bosco che pare essere descritto come ben percorribile. Spero di recuperare al 100%, perché in serata la caviglia si è un po’ gonfiata anche se non pare essere una cosa seria.

domenica 4 aprile 2010

Roncegno - Campionati Trentni Sprint 2010

Seconda gara della stagione e primo "titulo" in palio. Si corre sulla carta di Roncegno.
La forma è buona e ci arrivo con già 4 allenamenti in carta, pertanto è lecito aspettarsi qualcosa di buono. Il lotto dei partecipanti non è molto folto ma come sempre la concorrenza è spietata. Le griglie presentano intervalli di 1 minuto e mi trovo in una posizione di partenza alquanto scomoda, con Enrico e Michele che partono 1 e 2 minuti dopo di me. Quando vedo la partenza presso le terme e noto che vi è un ampia visibilità verso i concorrenti che ti precedono mi rassegno già sul fatto che Enrico potrà prendermi con riferimento e probabilmente potrà accelerare i suoi ritmi. I primi 5 punti sono estremamente ravvicinati, "a mitraglia". Non forzo troppo i ritmi perché so che correrei grossi rischi di compromettere la gara da subito. Esco bene dal parco ma girandomi incrocio già lo sguardo di Enrico che mi “punta” come un predatore con la sua vittima. Per fortuna riesco ad isolare la mente e non mi faccio influenzare. Alla lanterna 7 compio l’unico errore di giornata cioè la scelta bassa. Nella sprint ci sono pochi istanti per decidere: inizialmente avevo optato per salire ma poi vedendo parecchie curve verso l'alto ho cambiato idea. Tuttavia la scelta bassa è decisamente più lunga e l’equidistanza delle c.d.l. a 2.5 metri non rendeva gravoso il dislivello. Analizzando i parziali a fine gara la scelta sbagliata mi costa 25 secondi.
Fra il punto 9 e il 10 Enrico mi raggiunge, me lo aspettavo, ma per fortuna rimango molto concentrato e attento. Alla 10 punzona prima lui, ma poi riprendo il mio passo e dopo un paio di punti ripasso davanti e ci rimarrò fino a fine gara. Gli ultimi punti sono velocissimi, e piani: pane per i miei denti! Riesco a tenere un ritmo di corsa notevole e arrivo molto bene alla fine.
Il cronometro segna 15’45’’, per 2.7 Km e 80m di dislivello. Il calcolo kmsf dice 4’30’’. Il GPS da un esatta corrispondenza indicando una percorrenza di 3.5 Km, alla media di 4’35’’.
Considerazioni: per la prima volta nella mia “carriera” di orientista raggiungo il “podio” di un campionato trentino in una gara individuale e già questo è una prima soddisfazione; la partecipazione non era delle più numerose ma chi mi ha preceduto (Michele ed Enrico) non sono i primi arrivati. Ho corso lo stesso percorso delle Donne Elite e fatto segnare, al secondo, lo stesso tempo di Cristine K. e anche questo è un buon segnale. Non ho fatto errori di percorrenza, ma solo un errore di scelta, perdendo 25 secondi… e per me contare gli errori in secondi e non in minuti (come mi scrisse tempo fa il mitico “Bepi” Simoni in un post) sebbene in una sprint è forse la cosa migliore di tutte. Parlando dell’organizzazione un complimento a Fabio Hueller che ha tracciato una sprint secondo me bellissima, che alternava tratte ravvicinate dove occorreva prestare molta attenzione all’uscita punto per avere fluidità di azione, a tratte più lunghe e fisiche dove lo sforzo atletico doveva essere massimo. Queste sono le gare sprint che vorrei sempre! Se con la massima moderazione dovessi esprimere una perplessità è sull’intervallo di 1 minuto fra le partenze. Mentre ero al -1 potevo vedere con chiarezza il concorrente davanti a me per parecchio tempo. In questo modo chi partiva dietro aveva un comodo riferimento per accelerare in zona punto nelle prime tratte. Un intervallo di 2 minuti mi sarebbe sembrato più adeguato. Detto questo, complimenti a Michele (che bissa il successo dell’anno scorso a Fondo) ed Enrico, rispetto ai quali ho ancora un gap generale da colmare. Però mi conforta che sono li vicino….

domenica 7 marzo 2010

Finalmente si riparte : Orgiano

Per l'orientista i mesi invernali sono molto lunghi. Se nei mesi di Novembre e Dicembre staccare la spina fa bene a fisico e cervello, in Febbraio Marzo ci si getterebbe addosso a qualsiasi cosa di colore bianco-arancio con la forma, anche vagamente, di prisma. Per fortuna anche quest'anno la lunga attesa invernale è finita e ad Orgiano ho partecipato alla prima gara stagionale. Arrivavo all'evento con una buona preparazione fisica ma ancora poca ripresa di confidenza con la carta. In ogni caso ho promesso a me stesso che quest'anno avrei fatto il massimo sforzo, fin dall'inizio, per migliorare in tecnica orientistica e soprattutto in concentrazione. Specialmente il mantenimento dell'attenzione, che tante volte mi ha portato a fare buone gare, ma con il "solito" punto rovina tutto. In una giornata gelida, specie per il fastidioso forte vento, la formula proposta era quella di una partenza di massa, con percorso obbligato ma con due "cerchi" contenenti 4 lanterne da punzonare in sequenza libera, con il probabile scopo di rompere i “treni” che inevitabilmente si sarebbero creati.
Al via una situazione divertente e paradossale… il “mucchio” si muove insieme e compatto e … dopo circa un minuto….. tutti fermi a capire dove diavolo eravamo. Con soddisfazione sono stato fra i primi a capire che eravamo bassi e occorreva puntare decisamente in salita verso il prato che portava al primo punto, dove con mia incredulità punzonavo per primo.
Già dopo pochi metri la maggior potenza atletica di Michele prendeva il sopravvento ed entravo nel primo cerchio con circa 10 metri di svantaggio. Dopo una piccola incertezza sceglievo la sequenza 5-4-3-2. Osservando bene a fine gara, comodamente seduto su una sedia e senza fiatone 5-3-4-2 sarebbe stato meglio. Tuttavia eseguo la sequenza con ordine e precisione tanto che Michele, apparso un po’ in confusione in questa prima parte mi stacca solo per la migliore corsa salendo verso la 2. A fine gara scopro che due lanterne avevano il codice invertito, e la cosa ha fatto perdere un sacco di tempo ad Enrico C. che altrimenti mi avrebbe certamente distrutto. Ammetto di avere avuto la fortuna di non aver guardato la descrizione punti, piccola e scomoda da leggere ad angolo carta. Tuttavia avevo la sicurezza di essere sulle lanterne giuste e questo è un fatto fortemente positivo. Riconosco la buona sorte nella circostanza: se avessi guardato i codici e notato che erano sbagliati sulla lanterna sarei certamente stato assalito dai dubbi e avrei perso tempo pure io. Questo però mi ha fatto capire la grande differenza che ci può essere fra un buon orientista e uno forte davvero. I “mostri” della tecnica hanno la certezza di dove sono e se c’è un codice sbagliato se ne fanno un baffo. Io invece se il codice lanterna differisce da quello sulla descrizione punto, sicuramente vengo assalito da amletici dubbi anche se arrivo perfettamente alla lanterna. Oggi la fortuna ha giocato dalla mia parte, però ho anche avuto la dimostrazione che se si sta concentrati e si fa bene quello che si pensa si può avere più sicurezza in quello che si fa in gara.
Arrivato al punto 6 compi l’unico vero errore serio della giornata uscendo 180° in errore dal punto. Per fortuna me ne accorgo abbastanza in fretta anche se nel’andare e tornare perdo almeno 2 minuti. La tratta 7 è la mia migliore della giornata: la corro molto veloce e con sicurezza. Bene la 8 e poi molto bene la seconda sequenza libera 11-12-10-9 fatta veloce e senza sbavature. Capisco che la giornata è buona e fino alla fine corro bene e preciso. Risultato secondo posto dietro a Michele; non me lo aspettavo proprio, una lieta sorpresa.
Le difficoltà tecniche della gara non erano particolari però l’ inizio stagione è incoraggiante. Gara divertente e perfetta come prima di stagione. L’unico appunto è che la gara era indicata sul sito FISO come Long. Ma il tempo del vincitore è stato di 33 minuti, quindi una perfetta “middle”. Per fare “gamba” avrei avuto piacere di fare una gara di un oretta.
Adesso occorre qualche bel allenamento in carta per consolidare i buoni propositi su tecnica e concertazione.