lunedì 11 ottobre 2010

Arge Alp 2010 - Andalo - gara individuale

Poco da dire... Gara a tratti discreta ma macchiata da due errori significativi e parecchie imprecisioni. Distacco abissale dai primi classificati. Per fortuna il calendario in questo mese di Ottobre offre numerose ed immediate oppurtunità di rifarsi e quindi è facile voltare pagina con ottimismo.
Non avendo molti spunti da trarre dalla mia gara, vorrei questa volta sottolineare l'organizzazione impeccabile proposta dal comitato trentino.
Ritrovo in una "location" splendida con parcheggio a 100 metri.
Avvicinamento alla partenza (un genio chi lo ha pensato!) che da solo valeva la giornata, con lo spettacolare tratto in cabinovia con la vista sul lago di Molveno.
Percorso, almeno il mio, veramente bene articolato e che metteva spesso in difficoltà nelle scelte (non al prodigioso Dalla Santa autore dell'ennesima gara mostruosa) alla faccia di chi pensa che bisogna per forza fare un'ottima gara per dare un giudizio positivo.
Carta che mi ha sempre dato l'impressione di essere perfetta.
Non si può che ringraziare chi ci ha permesso di trascorrere una bellissima giornata di Orienteering.
Adesso avanti con un filotto di gare una più stimolante dell'altra.

venerdì 8 ottobre 2010

Una proposta : CAMPIONATO ITALIANO DI SOCIETA'

Credo sia innegabile che correre a certe manifestazioni regali qualche emozione in più. Ad esempio i campionati Italiani nelle loro quattro specialità Sprint, middle, Long e Staffetta, oppure nelle manifestazioni interregionali o internazionali.
Mi sono spesso domandato se non sarebbe bello ci fosse anche un campionato italiano di società, organizzato in due giornate: la prima con gare individuali, la seconda con gare a staffetta.
Forse una volta le squadre con i numeri minimi per una partecipazione competitiva erano poche ma adesso si potrebbe davvero dare vita ad una due giorni molto stimolante. Io conto almeno dieci squadre in Italia con numeri importanti.
Il nostro sport è prettamente individuale ma quando si corre con lo spirito di appartenenza ad una squadra (staffette) o ad un team (trofeo delle regioni, Arge Alp) io credo che tutto sia esponenzialmente più avvincente. La dimostrazione pratica è che innegabilmente le gare in cui c'è più tifo sono le staffette.
Mi piacerebbe sapere se una cosa del genere sarebbe fattibile. La mia opinione è che una manifestazione di questo tipo manca. So che qualche "autorità" ogni tanto da una letta a questo blog... spero possa dare un riscontro positivo a questa proposta.

domenica 19 settembre 2010

Maratonina del Concilio .. good news

Era davvero da tanto tempo che mancavo da una gara di corsa in linea. L'occasione che si presentava con la prima edizione della Maratonina del Concilio a Trento era di quelle che non si possono mancare. 10,5 Km di un percorso che sulla carta era invitante.
Già alla partenza ero felice di essere di nuovo al via di una manifestazione molto partecipata. Dopo un interminabile attesa di 45 minuti rispetto all'orario previsto per problemi organizzativi di approntamento del percorso finalmente la partenza.
Giornata con condizioni ideali per correre, percorso splendido e .... un risultato in gara che mi ha sorpreso, oltre ogni previsione ottimistica.
10,5 Km (distanza proposta dagli organizatori e confermata dal GPS) corsi in 39'45'' alla media di 3'47''/Km. Posizione ufficiosa attorno al 25° posto assoluto. Inoltre le sensazioni sono state eccellenti, specie nel finale quando sono riuscito ad aumentare il ritmo di corsa. Posso dire di esseremi divertito molto. E' stato bello vedere parecchi orientisti al via : Michele Candotti, Fabio Daves, Michele Bridi, Matteo Sandri, Rosella Agnolo.. e magari altri che non ho incrociato.
Questo ottimo risultato comunque mi fa riflettere su quanto sia diversa la corsa su strada dalla corsa orientistica. Domenica nell'inferno della costa del Gronalit mi sentivo fermo e impacciato, mentre oggi la gamba spingeva che era una meraviglia.
In ogni caso sono soddisfatissimo perchè ho la reale possibilità di affrontare bene le ultime gare di stagione. Speriamo che tecnica e controllo mentale siano anche loro in fase crescente.

martedì 14 settembre 2010

Campionati italiani a staffetta 2010 – Val dei Mocheni

Aspettavo questa gara da tempo. La staffetta mi piace tantissimo: le emozioni che provo sono di gran lunga superiori a quelle di una gara individuale. E quest’anno correvo in casa, in boschi che posso vedere dalle finestre di casa. Con il Trent-O eravano inoltre al via con un terzetto che essendo abbastanza completo poteva avere concrete speranze di un piazzamento fra i tre. Da tanti anno però non si vedeva un lotto dei partenti così numeroso e competitivo. Primiero, che con Corona e i due Pradel sulla carta partiva già con il netto favore del pronostico. TOL con due punte come Mair e Beltramba, L’Erebus con una formazione senza punte ma molto equilibrata ed infine i due “CUS” Bologna e Parma, entrambe con chiare possibilità di Medaglia. Anche il Pavione con Della Santa e Loss non era da escludere anche se c’era l’incognita del terzo frazionista che non conosco bene. Come da molto tempo a questa parte la mia frazione è il lancio al quale sono abituato. Al via confesso un po’ di emozione, condita dal fatto che so di essere “l’anello debole della catena”, ma però con la convinzione di poter fare bene e soprattutto che per fare risultato di squadra non servirà cercare l’impossibile ovvero arrivare al pari di gente come Corona o Della Santa. Le frazioni successive paiono nella gran parte degli scontri diretti apertamente a nostro favore. Lo spettacolo dentro il cancello di partenza è magnifico: centinaia di persone sono accalcate sul corridoio di avvio. E’ bellissimo, solo la partenza in mezzo ad un tifo coinvolgente vale i sacrifici fatti per preparasi. Anche la giornata è bellissima, c’è tutto per una gara da ricordare. Il mio start è ottimo, la concentrazione altissima e mi sorprendo quando dopo il primo punto a grappolo, per andare al secondo mi affianco a Corona. Per andare alla tre su una rampa “violenta” riesco a tenere il passo anche se soffrendo un po’ la salita. Le sensazioni sono buone. Alla 4 avrei una facile scelta di sentiero sulla sinistra, ma vedo Corona e Dario S. puntare verso destra. Sono indeciso, penso che magari per limare qualche metro puntino l’avvallamento che porta al punto e per tenere il “treno” li seguo. E commetto l’unico grave errore di giornata. Quando salgo parecchio, deviando inoltre molto dalla mia “red line” capisco che siamo al secondo grappolo della gara e che il punto dei due davanti non è il mio. Purtroppo un po’ tardi. La "ritirata" a sinistra per rientrare verso la mia lanterna mi porta a perdere almeno un minuto e mezzo, ma la cosa più grave è che il “treno” è perso. Non perdo però la calma e arrivo alla 5 senza sbavature. Dalla 6 alla 8 inizia il mio calvario: un terreno impossibile mi impedisce di correre. Provo a rilanciare l’azione 5-6 volte e tutte le volte cado per terra come un sacco di patate, rovinosamente facendomi anche male.Inutile, non sono fatto per rampe allucinanti e fondi al limite della transitabilità. Mi rassegno a camminare e ho la netta percezione (poi confermata) di essere lentissimo. Faccio un errore alla 8, ma rimedio abbastanza in fretta. Però non corro. La 9 è scorrevole, la 10 idem. Dalla 10 alla 12 “assaggio” le pendenze “importanti” promesse dai volantini. Su salite del genere la mia corsa non è efficace: non lo è mai stata. Su salite medie sono migliorato tanto, ma sui “muri” per fare la differenza occorre una predisposizione naturale che non ho mai avuto. E che mai avrò. Posso ancora correre un 5000 in 17’ ma lì ..nemmeno a calci nel sedere…..
Il loop finale lo corro molto bene e senza errori. Arrivo alla fine in circa 54 minuti: guardando i tempi degli altri mi rendo conto che non è una buona performance e al di là dei 3-4 minuti di errore che posso aver commesso posso dire di non avere molto da rimproverarmi. Su un terreno così infame e salite al limite della verticalità, non sono competitivo.
Inizia però la parte più bella: il thrilling delle frazioni dei miei compagni Michele e Lorenzo. Al “volo” faccio il percorso alla corda con la mia Giorgina, finisco giusto in tempo per l’arrivo del cambio fra Michele e Lorenzo. Michele arriva con un “tempone” l’entusiasmo è alle stelle!!! Il podio è davvero a portata di mano perché Lorenzo quest’anno ha fatto delle gare veramente notevoli. La gioia però dura poco… quando arrivo da Michele per battere il 5 per la sua super prestazione… la doccia fredda. Due PE, che tagliano anche la speranza di qualche stazione difettosa che pare abbia mietuto altre vittima. Lorenzo fa una grande frazione e il suo arrivo con Dario Beltramba è una goduria sportiva da vedere. Lorenzo da l’anima e anche se perde lo sprint per pochissimo è da applausi perché ci mette tutto quello che ha. No so come fare per dirgli che siamo fuori….. e togliergli da collo la medaglia che pensa di avere meritatamente al collo.
Li per lì la delusione è cocente, ma passati i canonici “cinque minuti” sono ugualmente contento perché le emozioni vissute sono state intense. E nello sport si sa che le soddisfazioni si alternano alle delusioni. Però mi sono divertito come poche altre volte e questo è la cosa più importante: è mancata solo a ciliegina sulla torta.
La considerazione che mi rimane è che la staffetta è davvero una gara a sè. Si trae vantaggio se si riesce ad avere un punto di riferimento costituito da un orientista più forte davanti a te, ma per sfruttare questo vantaggio occorre molta intelligenza e controllo rispetto a cosa si sta facendo. Il mio errore alla lanterna 4 ne è la prova lampante. Se avessi fatto la scelta di sentiero quasi certamente sarei riuscito a riprendere il treno Corona-Stefani-Hueller (poco dietro) dopo il grappolo e probabilmente guadagnare molti minuto ancora. Mi spiace molto per Michele che generosamente forse ha forzato oltre i limiti, incorrendo nelle PE, per recuperare quei 5-6 minuti che avevo perso io. Però l’osservazione dei risultati nei vari anni dimostra che ciò che premia è la regolarità. Se io avessi fatto la mia gara senza condizionamenti avrei fatto un tempo sicuramente inferiore. Il distacco dalla staffetta successiva è stato superiore ai 10 minuti e quindi i margini c’erano. Sarà per l’anno prossimo, con un bagaglio di ulteriore esperienza che servirà sicuramente.
Infine un commento all’organizzazione: gli amici dell’O. Pergine , finalmente aiutati da un meteo magnifico, hanno organizzato alla perfezione l’evento e davvero hanno curato nel dettaglio ogni cosa. Tutto è stato ottimo, impeccabile e funzionale. L’unica nota è che forse il terreno di gara, per pendenze al limite del verticale e accidentalità del fondo, in certi tratti al confine della pericolosità, non sia il più adatto per una gara di orientamento. Però anche questo può essere questione di gusti: c’è a chi piace e a chi no. Al di la del gusto personale credo che i tracciatori abbiano sfruttato al meglio il poco che la carta offriva.

martedì 31 agosto 2010

Costa o sentiero?

La tratta 9-10 della mia gara di Cesuna è classica di una decisione che molto spesso, specie nelle long, l'orientista deve prendere.
Il tracciatore pone due punti ad una certa distanza, con poco dislivello fra loro, ma una percorrenza difficoltosa per pendenza del terreno, ostacoli interposti, fondo con percorrenza difficoltosa. Spesso viene offerta l'alternativa con corsa più agevole ma percorso più lungo e tipicamente maggior dislivello. Ho segnato in rosso la mia percorrenza e in blu l'alternativa. Col senno di poi sono pentito della decisione presa in quanto il bosco era infido da percorrere. Misurando i due percorsi, valutando velocità (le mia percorsa e quella potenziale dell'alternativa) e dislivello credo che correndo lungo la tratta blu avrei guadagnato dai due ai tre minuti.
Un'altra considerazione personale: l'orientista classico farà SEMPRE la scelta in costa perchè orientisicamente parlando è la scelta più "pura". Egli negherà a tutti i costi l'evidenza che spesso fare la scelta veloce è più redditizio, ma per lui quello non è vero Orienteering. L'orientista che è diventato tale, magari venendo dalla corsa, è portato più alla scelta "di corsa" decidendo per la percorrenza in cdl solo se il prezzo da pagare in maggiore distanza e dislivello è davvero pesante.
Dopo qualche anno di esperienza, dimenticando la mia genesi da corridore, mi sono convinto che ogni caso è da valuare in modo fine a se stesso. In linea di massima credo che si possa affermare che: più la trattta è lunga e più la scelta "veloce" premia in quanto il maggior dislivello da fare è "ammortizzato" dal maggior tempo di percorrenza. Se la tratta non è molto lunga (ordine di grandezza 500-600 m) e il bosco è abbastanza pulito si va decisamente in "costa".
Spesso però ci si imbatte in casi intermadi in cui il dubbio si insinua. E infatti a Cesuna sono convinto di aver preso la decisione sbagliata.
Ultima cosa : avrei piacere che specie nei post di tencica ci fosse più confronto: il post precedente ha avuto 78 visite e un solo commento. Mi piacerebbe leggere l'opinione di TANTI orientisti, specie quelli più esperti e tecnici. Perchè leggere e basta e non contribuire alle discussioni? Se le cose stanno così ogni blog si riduce ad un diario di chi lo scrive e perde gran parte del significato di confonto che gli strumenti della rete come questo possono offrire. Non faccio nomi ma lascio intuire... ad esempio chi mi ha invitato a riaprire le trasmissioni ed altri che mi fanno capire che leggono i post.

lunedì 30 agosto 2010

Highlands Open 2010

Come promesso riprendo le trasmissioni. L’occasione sono le due tappe degli HighLands Open 2010 che si corrono ad Asiago.
TAPPA 1 – Roana Laghetto Spillek - Middle
Dopo la fase di riflessione post Val Canali sono tornato alle gare con un imperativo assoluto. Porre tanta, tantissima attenzione al lato psicologico della disciplina. Ormai pratico Orienteering da quasi 10 anni e avendo disputato anche ottime gare, non ritengo ci sia altra ragione che quella dell’approccio mentale per spiegare certi “vuoti” che mi si sono capitati in alcune gare di inizio stagione.
Questa prima tappa degli HO2010 mi da una grande soddisfazione: riesco nel mio intento e sorretto anche da un allenamento decente corro una buona gara, praticamente senza errori. Pur non forzando troppo i ritmi a causa del gran caldo che soffro brutalmente, con mia grande sorpresa arrivo addirittura secondo dietro a “Friz” cioè uno dei più forti M40 in circolazione.
L’unica imprecisione arriva alla lanterna 1 dove, pur stando attentissimo a rimanere alla quota della lanterna K arrivo stranamente alto. Per fortuna una zona aperta con vegetazione che rallenta la corsa mi arresta, intuisco che si tratta del giallo barrato verde: scendo di 2 curve buone e trovo il punto. Non è la prima volta che ho problemi con le cdl di questa carta. La miglior cosa di questa gara la faccio resettando subito l’emotività dell’errore al primo punto e arrivo al termine veramente “senza macchia”. Non mi importa del risultato… sono molto contento: quando poi leggo la classifica ammetto che un plus di soddisfazione arriva. Rianalizzando la gara alcune scelte mi paiono azzeccate e pratiche. Ad esempio alla 10 prendere l’incrocio dei sentieri per portarsi grossomodo in quota della zona punto, arrivandoci oltrepassando l’avvallamento. Alla 17 prendendo la zona privata come attacco, evitando di navigare in un terreno estremamente difficoltoso. Meno male, finalmente!
Non ci sarà troppo tempo di godersela… il giorno dopo Long a Cesuna. Non lo so ancora ma mi aspetta una carta, “Roana Kubelek” che definire terribile non è esagerato.
TAPPA 2 – Cesuna - Long
Una rondine non fa primavera è la frase che mi ripeto 100 volte andando in partenza. Un’evoluzione positiva nel mio orientamento sarà tale solo dopo un buon numero di gare senza particolari errori.
La lanterna 1 di questa Long potrebbe interrompere già da subito il ciclo positivo: parto subito dal tempo impiagato 11: minuti per un punto di 400 metri circa. Spero di non essere presuntuoso ma non mi posso rimproverare più di tanto. Ecco la cronaca: salgo un poco alla lanterna K, attraverso il prato ed entro nell’inferno orientistico di quella zona dove rispetto ai già tanti sassi cartografati ce ne sono almeno il doppio. La superficie di terreno prova di sassi è esigua e occorre anche fare attenzione a non farsi male. Arrivo a intravedere sopra di me il giallino che mi dovrebbe dare un riferimento sicuro. Proseguo fiducioso aspettando una vistosa variazione del profilo del terreno evidenziata dalle cld come un enorme “naso”. Scendo appena, e noto che le curve di livello in zona punto si staccano un po’ e quindi mi aspetto un leggero calare della pendenza. Infatti il pendio scema leggermente….ci sono: Aspetto di vedere la lanterna da un secondo all'altro. Nella mia mente non può essere altrove ma purtroppo, in mezzo ad un groviglio impressionante di sassi, pietre e rocce nulla appare. Scendo ancora un po’ per disperazione ma l’aumento della pendenza mi consiglia di fermarmi. Sono sicuro di aver fatto tutto bene e quindi sono spiazzato. Sono anche stato il primo a partire quindi non c’è nessuno in zona. Provo a vagare qua e la ma in mezzo a quell’inferno non trovo nulla. Sapendo che pascolare a vuoto non serve a nulla provo a scendere fino al prato sotto per attaccare il punto in maniera diversa. Salgo ma pur mettendoci la massima attenzione non mi trovo sulla carta. Salendo incrocio Michele partito 4 minuti dopo di me. Girando a caso trovo la lanterna, avviso Michele che ringrazia. Sono molto perplesso ma cerco di fare come il giorno prima: reset emotivo e via per il resto della gara. Che va discretamente bene. Mi rimprovero solo 2 scelte: alla 10 faccio la costa ma date le condizioni terribili del fondo mi pento 100 volte di non aver fatto la strada sotto. In fondo il prezzo da pagare erano solo 6-7 curve e su una tratta così lunga, con un terreno così infame stimo avrei guadagnato minimo 3 minuti. Nella tratta 13 scendo troppo, fino al cimitero, spossandomi nella successiva risalita, dove la benzina finisce e la luce si spegne. Purtroppo non c'è un ristoro in gara (unica pecca a due giorni con un organizzazione esemplare da parte degli amici dell’Erebus, complimenti!)
Tuttavia sono soddisfatto anche di questa Long. Senza il primo disgraziato punto per il quale non riesco a darmi colpe, non sarei stato lontano dai primi.
Se per qualcuno (a caso) a inizio anno doveva finire la sua seconda epoca orientistica, io spero invece che in questo autunno, per me, questa seconda fase sia agli albori.

martedì 24 agosto 2010

Ripresa trasmissioni

Nella due giorni agli Highlands Open, attaccato da più fronti con grande simpatia, preso in giro in ogni modo per le modalità di sospensione del blog, e messo pure al muro da una finalmente buona prestazione, per salvarmi da sicuri sberleffi futuri ho ceduto alle "richieste" di riaprire le trasmissioni.
Prima però una settimana di ferie al mare, per ricaricare le batterie....e per pensare a cosa scrivere. Ho perso l'allenamento a "bloggare".