domenica 4 maggio 2014

Monte Mezza

A volte capita che le gare poco importanti dal punto di vista dell’assegnazione di titoli possano riservare delle belle sorprese. La Middle corsa oggi in località Monte Mezza nel Tesino è certamente uno di quei casi.
Dal punto di vista del percorso e della carta posso dire che l’ho trovata bellissima, e faccio i complimenti a Fabio Hueller che l’ha tracciata.
Anche la mia gara è stata “quasi” perfetta, anche se quel quasi pesa parecchio. Poche volte infatti mi sono sentito in carta, in pieno controllo come oggi. Peccato che nonostante tutto l’impegno che ci metto non riesco a togliermi di mezzo il maledetto errore che rovina tutto.
La gara: 1, 2, e 3 vanno via facili. Alla 4 prima tratta impegnativa con un 350 metri in c.d.l. Tiro diritto fino al grande avvallamento, poi ancora fino al cambio di direzione del pendio, conto circa 50 metri avanti e in cima al giallino trovo la fine della canaletta e la lanterna. Per la 5 decido di puntare il sentiero, anche potendo scendere. Ci arrivo, scendo fino al muro di terra dove entro in c.d.l. fino alla lanterna. Tutto molto bene. Per la 6 punto la bussola, rallento la corsa al sentierino dove è facile vedere il colle.  Alla 7 esco in curva puntando il pianoro vicino, scendo fino al grande sasso dopo la canaletta. Da li bussola fino al sasso prima del sentierino e di lì è facile arrivare al punto. Per la 8 scelgo la sicurezza del sentierino basso. Quanto a sinistra vedo il cocuzzolo prendo il sentierino a destra che mi porta facile alla buca. La 9 è semplice: c.d.l fino all’avvallamento. La 10 è in bussola, e un pianoro con depressione è un facile punto di arresto-attacco per la buca dove è posizionata la lanterna. La 11 la divido in due tratte: cdl fino al giallino, poi salgo al grande sasso appena sopra e di lì in c.d.l. è facile arrivare alla canaletta con il prisma bianco-arancio. Qui purtroppo finisce una delle mie migliori sequenze mai corse, e senza forzare più di tanto.
Alla 12 (come a Laranza.. il numero non porta bene quest’anno J ), succede quello che davvero non mi sarei aspettato per come stava andando la gara. La prima idea è di andare in sicurezza sui sentieri allungando un po’. Poi vedo sulla sinistra una serie di depressioni che mi sembrano formare un’ottima direttrice. Purtroppo devio troppo a sinistra e complice una beffarda somiglianza della zona punto con quella un 150 metri più in altro, finisco nella classica trappola del parallelo. In altro vedo una grande casa che non è segnata in carta e la cosa mi manda in crisi. Purtroppo essendo in basso e in mezzo agli alberi non vedo il palo che riporta la mappa. Black out per qualche minuto. Quando rinvengo… è passato davvero troppo tempo e la gara è compromessa gravemente.
Nonostante questo corro bene, a parte un imprecisione alla 15, tutti i punti fino alla fine.
Che dire… non so se vedere il bicchiere mezzo pieno di 19 ottimi punti o quello mezzo vuoto di un punto disastroso. Purtroppo questa dinamica dell’unico punto sbagliato che rovina la gara continua a capitare e significa quindi che non è un caso. Il problema è che non so come allenarmi mentalmente per evitarla.
Preferisco comunque vedere il bicchiere mezzo pieno: devo essere soddisfatto per una tecnica che si sta consolidando. Devo trovare un modo di non fare più l’errore che rovina tutto!
Si accettano consigli!

giovedì 1 maggio 2014

Una bellissima giornata : esordio in bosco 2014 a Laranza

Prima gara stagionale in Bosco, finalmente. In settimana ho risolto brillantemente alcune grane lavorative, l’organizzazione dei campionati Italiani è archiviata, il meteo è buono, il posto è bellissimo, i bambini scorrazzano allegramente al ritrovo “super lusso”. Insomma… vado in partenza rilassato, direi quasi felice, con poca cattiveria agonistica, tanta voglia di divertimi e iniziare a recuperare il feeling con il bosco. La tratta 1 è già di quelle serie: guardo a desta e a sinistra della linea rossa ma non trovo valide alternative “al dritto per dritto”. Quindi punto la bussola e decido per alcune deviazioni controllate: arrivo bene in zona cerchio rosso, ma cincischio un attimo per trovare l’avvallamento fra i due colli; non se ne va più di un minuto. 2 bene, 3 da manuale : a tutta sul sentiero fino all’oggetto particolare, dentro per il pianoro giallino e via sul punto. Quando vedo i punti 4-5-6 mi viene un moto di disappunto. Ho sempre odiato, odio e sempre odierò i punti in mezzo ai sassi. Detto fatto: già alla 4 giro a vuoto in zona punto dove sono presenti ben più sassi di quelli segnati, specie in basso. Cerco di capire come venirne fuori quando vedo sopraggiungere Pierpaolo Corona (PPC) che però non ha nemmeno lui le idee chiarissime. Questa cosa per me è un’assoluzione a livello di corte di cassazione J , è quasi giusto che sbagli anch’io! Trovo il punto tenendo il “maestro” nel mirino e si parte a tutta verso la 5. E qui inizio ad osservare una dinamica molto interessante. In uscita punto PPC mi stacca di una ventina di metri. Durante il trasferimento colmo il gap, ma in zona punto lui va diritto alla lanterna e io devo rallentare per essere preciso. Stessa dinamica alla 6. Alla 7 mi prendo il lusso di passarlo e arrivare prima di lui alla lanterna. Per la 8 cerco di stare in curva, ma scendo un attimo invece di salire. Il tempo di accorgermene e risalire che PPC, inesorabile, sta già inserendo il suo sport ident nella stazione. Davvero emblematica questa tratta! La differenza fra un cecchino di lanterne e un pistarolo ignorante: riesci a prendere 20 metri e alla prima, anche minima sbavatura il campione te li mangia in scioltezza.   Verso la 9 si ripete la  dinamica dei punti precedenti. Capisco che la mia gara è fortemente condizionata dalla sua presenza. Fisicamente corro più di lui, ma in zona punto il suo riferimento mi influenza e indubbiamente mi avvantaggia. Allora prendo una decisione forse controcorrente: mi fermo una ventina di secondi fino a quanto PPC esce dal mio campo visivo. So che se lo seguissi ne trarrei un gran vantaggio nell’economia della gara, ma questo NON MI INTERESSA. Voglio fare il mio orientamento, voglio che la classifica rispetti il mio valore. Ho sempre considerato scorretto l’atteggiamento di chi segue acriticamente qualcuno di più forte tecnicamente sfruttando le sue qualità fisiche.
C’è che dice che è lecito, c’è chi dice che è una collaborazione. A me semplicemente non piace. La tratta 9-10 è stimolante e voglio appunto dimostrare a me stesso di essere capace di fare orientamento. Esco in curva di livello nel verdino, passo nella sella fra i due colli, passo a destra del colle in zona punto 1, scendo dal naso, aggiro il colle prima della 10 da sinistra e arrivo perfetto al prisma. Bellissimo: nessuna esitazione, buona corsa e contatto carta costante. Anche la 11 va velocemente in saccoccia, ma come purtroppo spesso mi accade, tanto corro belle tratte quanto compio errori sciocchi. Per la 12, superato il sentiero in trasversale mi faccio “tentare” da una lanterna nell’avvallamento vicino alla paludina. Ovviamente non può essere la mia perché ho corso solo un centinaio di metri oltre il sentiero mentre il punto è ad almeno 250. Esco e in lontananza vedo un’altra lanterna : molto stupidamente sento il bisogno di andare a vedere il codice, ma ovviamente nemmeno quella è il punto 12. Rientro in me e capisco di essere nettamente corto. Uso il cervello e in un attimo arrivo al punto (perché non subito?!?! Mannagia a me) . Per fortuna non perdo troppo rispetto ai “super errori” del passato, ma sono 2 minuti davvero gettati alle ortiche. Punto rabbioso il punto spettacolo, ma quando vado lungo di 10 metri e cerco di punzonare la lanterna del percorso alla corda… con una bella gallinella disegnata… mi pare evidente che occorre un reset alla capoccia. Vado pulito alla 14 e punto la 15 dove faccio la seconda fesseria della giornata andando lungo e impiegando penso 2 minuti per tornare indietro dove…. incredibilmente mi ritrovo davanti PPC. La cosa mi chocca un po’… mi pare impossibile. Comunque mi prendo il lusso di stargli davanti da lì alla fine, dove concludo in 50 minuti e spiccioli.
Essendo la prima gara dell’anno in bosco, tutto sommato non è andata malissimo: il distacco dal bravo Fabio Hueller c’è ma non è abissale, tenendo conto dei circa 6 minuti di errori. Sbagli per fortuna non gravissimi che singolarmente non sono stati impattanti. La giornata poi scorre via piacevolissima con la chicca dei miei due ragazzi che vogliono provare il percorso alla corda, e considerata la loro giovanissima età tutto sommato “ci capiscono” e se la cavano bene.
Complimenti al TOL per l’organizzazione e anche a Rudi Mair per il bellissimo tracciato: abbiamo scherzato prima della gara sulla sua ormai incancellabile fama di “nascondi lanterne”. Oggi sicuramente non vera : punti perfetti e mai posizionati in modo da non volerli far trovare.
Fra soli tre giorni di nuovo in gara Monte Mezza nel Tesino. Spero di divertirmi come oggi. L'obiettivo sempre quello: gara con meno errori possibile, anche a costo di velocità di crociera più basse.

lunedì 21 aprile 2014

Ouverture stagione 2014

Riprendo il titolo del post di Marzo 2012, e posso scrivere di essere molto soddisfatto della preparazione atletica svolta nella stagione invernale e primaverile.
Oggi ho infatti partecipato alla classicissima corsa del Lunedì di Pasquetta ad Ospedaletto.
Il tracciato nel centro del paese, da ripetere tre volte per un totale di 5.3 km, presenta un continuo saliscendi (con anche uno strappo breve ma "cattivo" appena dopo la partenza) con un dislivello totale che stimo in almeno 100 m, e parecchie curve rese insidiose dal fondo bagnato.
Pur non sentendomi in grande forma, essendomi allenato poco nell'ultima settimana a causa del laborioso e lungo lavoro di controllo punti per i campionati middle del prossimo WE, ho corso in 19'30'' che significa una media di 3'40''/km. Dato che la sensazione di gamba non era per nulla buona, sono rimasto davvero stupito di questa media perché come accennato ottenuta su un tracciato con parecchia salita, curve e sul bagnato.
Considerando la campestre di Terlago e la gara CSI di Villazzano, tre indizi fanno una prova e cioè che la forma è buona. E che quindi, non ci sarà alcuna scusa, ma proprio nessuna, per le prime gare orientistiche in bosco.
Anche se non esiste nemmeno nel giardino del Re, quest'anno "voglio" :-)  il salto di qualità tecnico che cerco da tanto tempo. Con i dovuti scongiuri ho buone sensazioni anche su questo.
Davvero non resta che aspettare le prime gare. Non vedo l'ora!

venerdì 28 marzo 2014

Grazie al Maestro dello sport Alessandro Donati

Mercoledì sera sono stato a Borgo Valsugana alla serata con Alessandro Donati, il noto maestro dello sport del CONI, allenatore e uomo simbolo della lotta al Doping. Ho conosciuto una persona intrisa delle cose che più amo: l'onestà, la passione, la competenza. Un uomo che, in nome degli ideali ricordati, ha condotto battaglie tremendamente difficili, da solo, caricandosi del peso delle violentissime rappresaglie che il sistema pianificato del doping di stato gli ha scatenato contro.
Un uomo da erigere ad esempio di qualità umane e professionali.
Anche se la sua ricerca della verità, mi ha privato dell'ammirazione genuina che ho avuto per molti "campioni senza valore", che sono stati dei riferimenti della mia gioventù sportiva, credo che il mondo dello sport, quello vero, dovrebbe sommergere di riconoscenza Alessandro Donati.
Con le sue parole e il suo esempio di vita ci ha riconsegnato la morale dello sport vero, quello fatto per passione. Del confronto LEALE fra atleti che si misurano fra loro, complimentandosi a fine gara se un avversario è stato migliore di noi. Sono uscito dalla serata di Mercoledì amareggiato per la delusione (già comunque metabolizzata attraverso la lettura del suo libro "lo sport del doping") ma anche con un'immensa felicità e fierezza per essere stato (e nel mio piccolo essendolo anche ora) uno sportivo praticante leale e cristallino.
Non un campione, certamente, ma uno sportivo vero. E in un sistema dello sport di Elite drogato, può essere un vanto senza prezzo.
Grazie, grazie, grazie, Maestro dello Sport Alessandro Donati.

lunedì 3 marzo 2014

Oricup Inverno 2013-2014

Si è conclusa Domenica a Caldonazzo questa edizione dell’Oricup Inverno. La prima cosa da dire è un grazie grande come una montagna agli organizzatori che ci hanno permesso in questo periodo solitamente avaro di possibilità, di divertirci come matti e tenerci in esercizio con la carta e la bussola per tutto l’inverno. Davvero una cosa impagabile e che spero si ripeterà a lungo negli anni. Con delle “chicche” da far invidia a manifestazioni di ben maggior prestigio come le analisi gara di Orimarty… e Rauss. Quindi un post dedicato alla sequenza delle gare non poteva certo mancare.
L’esordio si è svolto a Marter nella temibile carta della Pineta San Silvestro dove da anni colleziono pessime figure, e per non voler mancare di rispetto alla tradizione anche quest’anno è stato un disastro. Quella cartina in standard issom non riesco proprio a leggerla, in particolare i sentieri è come se non ci fossero. Amen.
Accorpo le due gare di Pergine, dove correndo in casa e godendo perciò di un innegabile vantaggio, in coincidenza con l’inizio di una graduale ripresa atletica ho collezionato un quinto e un secondo posto dietro a “Sir” Oricup Fabietto Daves. Un risultato che mi ha dato molta fiducia e stimolo nel tornare ad allenarmi con convinzione e costanza. Durante l’inverno.
A Borgo Valsugana, pur con un errore perdonabile (si legga post) e con una condizione non ancora perfetta ho avuto la percezione che la ruota stava girando dopo un anno di difficoltà, e ho capito che se avessi continuato ad impegnarmi nella preparazione i risultati sarebbero arrivati in non molto tempo.
La gara migliore è stata certamente quella di Pinè, dove sono riuscito a coniugare corsa spinta e lettura come forse non mai, anche se in una carta cittadina. Solo un sontuoso Dopolavori mi ha negato la soddisfazione di tornare a vincere una “garetta”. Ma in ogni caso è stato oro che colava! L’anno scorso in quel periodo ero afflosciato, senza nemmeno sapere il perché.
Ad Agnedo, seppure con qualche acciacco alla schiena, il trend positivo è stato confermato nella gara forse più impegnativa dal punto di vista fisico. Nella mia penultima “tappa” di Roncegno (assente a Madrano per impegni di lavoro…. grrr proprio sulla mia seconda carta di “casa” ) un piccolo errore, ma sempre nel contesto di una gara positiva specie dal punto di vista della corsa.
Il finale ieri alle Lochere di Caldonazzo: una gara che sarebbe stata per me fenomenale se non fossi ricaduto nel più superclassico dei miei “fault” orientistici. Il punto killer con errore fuori misura all'interno di una gara che sarebbe stata perfetta sia dal punto di vista atletico che di lettura della carta. Mi consola in parte il fatto che dei “monumenti” come Lorenzo Vivian e Simone Grassi abbiamo lasciato parecchi minuti su quel punto, cosa che non gli capita certo di spesso. Se hanno sbagliato due come loro… ci sta che il pistarolo ignorante abbia lasciato la gara in quel punto. Un’occasione comunque per tornare a riflettere sulla tematica della “gestione dell’errore”: sbagliare capita e capiterà ancora tante volte, ma rientrare in carta perdendo meno tempo possibile credo sia quasi più importante che eliminare del tutto gli errori… cosa oggettivamente molto poco probabile purtroppo.
Nel complesso esco rinvigorito al massimo da questo ciclo di piacevolissime gare inverali. Ora, neve permettendo, è ora di pensare a qualche allenamento tecnico nel bosco prima di affrontare la stagione primaverile ed estiva in gare più probanti e impegnative specie dal punto di vista tecnico.
Ho addosso davvero una voglia matta di correre.

giovedì 16 gennaio 2014

Ori – ORRORI 2013

Solitamente non è difficile per me scrivere questo post, in quanto ho abbondante materiale.
Fortunatamente, e spero sia un buon segno, nonostante gli Ori-ORRORI ci siano anche nel 2013, per fare una “top five” ho impiegato più tempo degli altri anni. Speriamo di farne sempre di più!

5° POSTO: PRADELLANO, Lanterna 15
Sto facendo una buona gara, e non manca molto alla fine. Nel scendere dal punto 14 il tracciatore ci mette una discesa a mio avviso folle. Il bosco è umido e sulle foglie si vola. Scivolo e non riesco più a fermarmi… Quasi da panico. Dopo una quindicina di metri “culo a terra” mi fermo. Quando mi rialzo non ci sono più carta e sport ident nelle mie mani. Cerco di risalire a recuperare il maltolto. Ma il bagnato e la pendenza assurda fanno si che non si riesce nemmeno a salire. La carta la trovo subito… lo sport ident no. Temo davvero di averlo perso. Poi con una botta di fortuna, palpando sulle foglie lo sento e lo recupero.
5 minuto persi. Più che orrore, forse ori sfiga e tracciatore da menare.



4° POSTO: ASIAGO. Lanterne 3 e 5.

Paghi uno prendi due….
Esco dalla 2 con poche idee…. Però molto ben confuse. Punto in direzione al rudere nel verde ma non lo prendo. Ricordo che ho pensato a superare il naso in zona punto, ma mi ritrovo nella discesa prima e nel prato sotto dopo. Un genio. Per fortuna ho la buona idea di sfruttare un angolo di recinto per risalire proficuamente e arrivare alla lanterna. 4 minuti andati.
Punto 5… questo me lo ricordo bene. Esco a bomba dalla 4, prendo il sentiero che porta alla 5 per essere sicuro. Esco alla curva, sono certo al 100% di arrivare diritto al punto perché è a meno di 100 metri dal punto di attacco ma…. Ma…. Non c’è!!! Giro e rigiro 5 minuti (riattacco dal sentiero una seconda volta ) senza trovare nulla. Non capisco… sono frastornato perché mi pare impossibile. So che sono li, ma non la trovo. Dopo un po’ di giri “alla cazzo” (scusate ma quando ci vuole ci vuole), volto l’occhio ed è a 3 metri da me….. Mi domando se si è materializzata in quel momento. Classica situazione che non riesco a spiegare.

3°POSTO:  LAVARONE . Lanterna 10.
Galvanizzato dalla buona Middle del giorno prima, nonostante sia in condizione atletica spaventosamente precaria vado bene fino alla 9. Anche verso la 10 faccio tutto bene fino ai verdi delle proprietà private a nemmeno 200 metri dal punto. Salgo per cercare il sentierino che mi dovrebbe portare diritto in scioltezza al punto ma….  Inizia a non tornarmi la carta. Per la fretta non mi fermo a cercare di capire il perché di questa non corrispondenza con quello che vedo. Scendo alla viva il parroco. La zona è infida e mi perdo. Invece che rientrare verso le case perdo il controllo della situazione e vago senza senso per circa 12 minuti. Errore inspiegabile, ma ancora peggio la sua gestione: rimediare velocemente, visti i riferimenti, non era davvero difficile.

2°POSTO. Silver Medal. FAUSIOR punto 2.
Appartiene alla categoria di punti in cui la luce si spegne e non si riaccende proprio.
Esco in curva dalla 1, arrivo alla depressione gialla. Salgo sicuro per il grande avvallamento. Punto la depressione prima della lanterna certo di arrivare perfetto. Ma vado lungo e non trovando nulla il mio cervello va letteralmente in confusione totale e assoluta. Dopo 10 minuti in cui davvero non ho idea di cosa faccio, dove sono, che idee potrei avere per uscire da quell’incubo sportivo vedo una master che non conosco che punzona un punto. Pieno di vergogna gli chiedo quale è il cerchio sulla sua carta. Demotivato e sportivamente depresso mi trascino stancamente al traguardo. Esperienza bruttissima.


1°POSTO . Gold Olimpic Medal. Menzione di onore premio “oridisastro2013”. Punto 19

Un’attenuante c’è. La gara è Long. Ma veramente Long. Per tanto ma tanto tempo si avanza anche con mezzo metro di neve a terra. Al punto 18 tutte le spie del mio motore sono rosse, lampeggiano e anche gli avvisatori sonori fanno beep beep beep. C’è da salire e le mie gambe arrancano. Però navigo ancora bene: punto al sentierone, lo supero fino al recinto sopra e da li punto il laghetto-pozza. Sembra fatta: salgo l’avvallamento nel prato con l’idea di deviare verso destra quando vedo una striscia di prato salire. Lo faccio ma salgo troppo presto per una fascia di prato sbagliata. E dire che c’era il recinto che poteva aiutare.
Non trovo il punto e complice la stanchezza davvero estrema si spegne la luce.
Non capisco più nulla, non riesco a rilocalizzarmi. Attorno a me nessuno. Incubo! Vago per 15 (dicesi QUINDICI !!!!) minuti finché non vedo passare Giuliano Rampado. Umiliando il mio orgoglio, lo seguo senza proferire parola, a testa bassa per la vergogna, e mi porta al punto che era parecchio più basso di dove ero (vagando al buio ero salito quasi fino alla 20).
Spero non mi capiti mai più una situazione di così totale disorientamento!

Arrivederci agli ORI-ORRORI 2014… sperando che siano pochi e da pochi minuti!

Forse ancora meglio, dato che temo difficilmente li eliminerò del tutto, imparare a gestirli, facendo meno danni possibile.

domenica 8 dicembre 2013

Borgo, ultima gara 2013

Ultima gara della stagione 2013, che voglio gettare al più presto nel dimenticatoio,  in quel di Borgo per la 3° prova dell’Oricup Inverno.
Spero che la fine della stagione sia di buon auspicio per l’inizio della prossima, dato che finalmente ho almeno 3 buone ragioni per essere molto soddisfatto.
La prima è la gara che ci hanno preparato:   secondo me è stata eccellente in quanto aveva tutte le caratteristiche di una perfetta “spriddle”  . Cambio di terreno campagna-centro storico, tratte brevi e tratte lunghe bene alternate, parti filanti e cambi di direzione, quasi sempre scelta di percorso, tratti più tecnici alternati a tratti fisici. Davvero molto divertente, completa ed allenante, complimentoni  al Bepi Simoni (per la rima rivendico diritti d’autore n.d.r.) per la splendida tracciatura.
Secondo, che dopo tanto, ma tanto tanto tempo, ho sentito le gambe spingere decentemente, e non ho mai avuto la sensazione di trascinarmi faticosamente e pesantemente. La terzultima tratta lunga mi ha dato soddisfazione.
Terzo è avere ritrovato mordente, grinta agonistica. Questo lo ho capito quando alla fine, una volta assodato che avevo perso un bel po’ per avere male interpretato un divieto di passaggio (di cui parliamo dopo), ero incazzato nero. E questo per me, per come sono fatto, è un ottimo segnale ….Dato che ci siamo breve cronaca della gara. Primi 3 punti scorrevoli e trasferimento dalla campagna al centro di Borgo. Tutto bene nella parte alta del paese, solo piccola esitazione nell'andare alla 7, appena attraversato il ponte “svolto” a destra guardando la strada sopra rispetto a dove sono. Correggo in fretta, 10-15 secondi di errore,  e via a tutta fino alla 9 dove passo la Orimarty che ad un ottimo ritmo mi precedeva da qualche lanterna. 10 e 11 corro molto prudente perché non voglio sbagliare nelle stradine, dove spesso per foga sbaglio. Alla 12 il “fattaccio” della giornata. Con il fiatone, le gambe e il cervello pieni di acido lattico vedo le X X X X sulla via più corta che porta al punto. Interpreto la cosa come divieto di passaggio e faccio un lungo giro dalla parte opposta per andare al prisma. Gli split dicono 1 minuto perso.
Quando vedo la Orimarty davanti a me verso l’uscita punto mi viene una rabbia colossale perché già mi immagino di essere cascato, per l’ennesima volta in qualche trabocchetto. Fino alla 16, un po’ deconcentrato dall’episodio corro non veloce e non riesco a sbloccarmi. Dalla 16 alla 17 però ritrovo la grinta giusta e la gamba mulina bene nel taglio del pratone che porta al parcheggio del centro sportivo. Buone sensazioni di corsa, finalmente. Non che corra come un missile, la forma vera è ancora lontanissima, ma almeno non mi sembra di trascinarmi come da 6 mesi a questa parte. Appena arrivato chiedo “chi ha fatto la strada dalla 11 alla 12”? Mi travolge un' ONDATA di “ma c’era la linea rossa potevi passare!!!!” mi fa arrabbiare solennemente, perché per l’ennesima volta sono l’unico pollo che ci casca (anche se a onor del vero, essendo pieno di dubbi durante la tratta mi sono girato più volte e ho visto più di una persona seguirmi, almeno non proprio l’unico va… magra consolazione). Le X X X ci sono , ma è vero c’è anche la linea rossa. Quindi l’interpretazione giusta era “non puoi attraversare la strada ma puoi passare da una parte”. Affaticato quella linea rossa non l’ho proprio vista a fianco delle X X  X che hanno monopolizzato la mia attenzione,  e anche questa volta mi sfugge la soddisfazione di una gara “perfect” in quanto a scelte e errori. Ho i cosiddetti “5 minuti” da trance agonistica e saggiamente, da manuale del post gara, conto fino a 30 prima di aprire bocca inveendo (contro me stesso) solo alla presenza del Pedro mentre entriamo negli spogliatoi, su cui riverso la frustrazione. Ma perché ci casco sempre quando c’è una di queste cose!?!? Ecco questo mi fa veramente incazzare.

Però la cosa mi fa anche piacere, molto piacere. Una sana e consapevole incazzatura significa che è tornata la voglia di premere sull'acceleratore e fare bene. Due mesi fa non mi sarei nemmeno scomposto. Con questo porgo un bel “vaffa” al 2013 sportivo, guardando al 2014 che sta per arrivare con la speranza di potermi riprendere al meglio e specialmente di fare il numero maggiore di gare prive di errori. Dare il massimo di quello che si può dare. So bene che nemmeno questo sarà sufficiente per ottenere risultati prestigiosi dato che la concorrenza va davvero forte. Ma quando si ha dato il meglio di se stessi, in fondo è già una vittoria.