mercoledì 26 marzo 2008

Cavedine 2008: "Snow race"

Di gare strane se ne vedono parecchie, però credo che quella organizzata da noi del Trent-o A Cavedine nel Lunedì di Pasquetta 2008 potrebbe entrare negli annali.
I metereologi "gufavano" da un bel po' di giorni, ma tutto sommato oramai eravamo convinti di averla fatta franca. Sabato, giorni di posa dei pali, alle 13.30 del pomeriggio c'era adirittura un magnifico sole e mentre mi apprestavo a passare circa 2h e 1/2 in bosco per il controllo finale di tutti i punti, vestendomi con un "doppio strato" tessuto tecnico+pile temevo di dover sudare le proverbiali 7 camicie. Verso le 16.30 tuttavia il tempo era davvero cambiato ed avevo ringraziato la sorte di essermi vestito "pesantuccio" dato che c'era un freddo pungente davvero sorprendente, dato il clima di solo tre ora prima.Ma il bello doveva ancore venire, con una giornata di Pasqua che vista la neve che cadeva in abbondanza sopra i 500 metri, pareva più un Natale. Domenica notte, messa a letto la piccola, ho deciso di salire in Camper ai prati alti di Cavedine per vedere come era il campo gara. Lo scenario era davvero incantevole : una coltre di soffice neve imbiancava il bosco, debolmente illuminata da un chiaro di luna che ad intermittenza schiariva il cielo. Mi sono goduto un ora di passeggiata nel bosco, gustandomi fino in fondo la soave senzazione del silenzio, reso ancor più ovattato dalla presenza della neve. Vivendo in un mondo sempre più rumoroso, purtropo a volte assordante, posso dire che è stata un ora veramente intensa.
La mattina successiva, qualcuno dall'alto deve aver pensato a noi perchè uno splendido sola riscaldava gli altleti che si accingevano a iniziare la loro gara.
Ho potuto notare con grande soddisfazione come il Team del Trent-O ha ormai consolidato la sua macchina organizzativa e, parte qualche inevitabile sbavatura, è filato via tutto liscio come l'olio. La soddisfazione dei concorrenti è sempre e comunque la maggior ricompensa, alla quale è bello riuscire a non abituarsi. Un sorriso, una pacca sulla spalla, un "bravi" sono ricordi che rimangono grandi anche per una gara regionale, che per dimensioni non poteva essere paragonata alla finale di coppa Italia dello scorso anno.
Dal punto di vista tecnico è stata molto emozionante la gara "one man relay" con il capovolgimento delle posizioni di testa fra Jonas Rass ed Emiliano Corona nel finale.
Non volglio però dimenticare, e personalmente applaudire, anche i vari Dario Pedrotti, Paolo Dorigati, Cosimo Guasina, Andrea Albertani che anche senza l'onore delle cronache hanno saputo sudare e soffrire non poco portando a termine la loro gara.
Un altra cosa piacevole che i ricorderò è l'espressione stralunata di Francesca Pellizola, quando gli ho comunicato che aveva vinto. Lei con candore e sincerità non mi voleva credere... dicendo che non aveva l'abitudine.
Non posso esimermi da un commento anche sulla mia categoria, la M35 dove l'amico Enrico Casagrande quest'anno pare davvero aver trovato un equilibrio atletico-tecnico importante. Ho sempre sotsenuto che è uno dei master più forti in circolazione i fatti mi stanno dando ragione. Ad Enrico ormai manca solo un grande risultato in una manifestazione importante e gli auguro con sincerità che questo sia l'anno buono per lui : se lo merita. Forse la specialità giusta potrebbe essere proprio la "long". Anche Antonio Loss dimostra di fare sul serio... dopo aver visto anche Baccega in grande condizione a Fonzaso mi rendo conto che quest'anno ottenere qualche buon piazzamento in M35 sarà davvero dura. Uno stimolo in più per allenarsi duramente!!
Concludo ringraziando tutti i partecipanti, e i compagni di squadra del Trent-O. Organizzare una gara, facendo parte di un team dove davvero tutti sono sempre sinceramente a disposizione per aiutare gli altri, è una bellissima sensazione.

mercoledì 19 marzo 2008

Miane Follina – Campionato Veneto Long

Gara particolarmente dura, su un terreno che già di per se presenta pendenze importanti, su un terreno in certi tratti quasi argilloso e reso impossibile dalla pioggia, che ha trasformato la gara in molti tratti in un complicato esercizio di equilibrio. Il tracciatore poi non ci ha fatto mancare nulla, facendoci salire e scendere a ripetizione su pendii al limite del verticale e scivolosi come un pavimento insaponato. Probabilmente la carta non offriva molte possibilità per fare meglio. C’è a chi piace questo tipo di orientamento, a me personalmente proprio no: apprezzo le are fisicamente dure ma non quelle in cui il rischio di farsi male o in cui riuscire a muoversi con disinvoltura è il problema più grosso.

La mia gara è andata abbastanza bene : un esitazione alla lanterna 2 per un sentiero non segnato, una distrazione da un minutino alla 4, un minuto e spiccioli in zona punto alla 5 (mi sembrava decisamente bassa…ho cercato più in alto). Per il resto bene tecnicamente (forse si poteva fare qualche scelta migliore), ma una nota dolente per la corsa. Su pendenze “estreme” e con terreno melmoso ho sempre avuto delle difficoltà, in gara ero parecchio stanco ma la cosa non mi ha stupito dato che in questo periodo sto cercando di fare quantità in allenamento e quindi non posso ovviamente avere brillantezza. Inoltre il giorno precedente ho passato due ore su e giù in bosco a Cavedne per controlare le fetuccie della nostra gara del 24 Marzo.
Una piccola nota di folklore il vincitore della mia catergoria mi ha stupito con una favola alqualto strana : senza allenarsi MAI riesce a dare 15 minuti di sola corsa, e sottolineo SOLA CORSA, al sottoscritto. Certo che devo essere diventato proprio scarso dato che io mi alleno bene o male 3 volte alla settimana. Forse è meglio che faccia come lui…. non mi allenerò più!!! Ecco dove sta il mio errore. Più ti alleni peggio vai, se non fai nulla vai come un caccia. Stranezze della fisiologia!!! (o a qualcuno dovrebbe crescere il naso versione Pinocchio??)
Per il resto l’amico Antonio Loss ha mantenuto fede ai suoi proclami di ottima condizione facendo registrare un tempo di tutto rispetto.
Anche questa volta il percorso M35 era abbinato alla categoria WA : Christine Kirchlechner e Carlotta Scalet mi hanno dato la “paga” : complimenti a loro.Spero di arrivare prima possibile ad una condizione fisica migliore. Su terreni più adatti alla mie caratteristiche spero di tornare presto a “rompere” le scatole ai più forti.

martedì 11 marzo 2008

SPRINT A DUE TAPPE DI FONZASO


Esordio stagionale in quel di Fonzaso, con un’interessante formula che prevedeva due tappe sprint.Il tracciatore Antonio Loss è stato a mio avviso particolarmente bravo in quanto ha proposto nella prima tappa dei percorsi molto veloci su terreno prevalentemente di campagna, nei quali era necessario e possibile mantenere elevate velocità di percorrenza senza tuttavia far mancare una scelta in molti tratti.Nella seconda manche invece i tracciati si snodavano esclusivamente del centro cittadino di Fonzaso e pertanto era decisamente più difficile riuscire a tenere elevate velocità di corsa a causa dei continui entra ed esci per strade e vicoletti.Le due gare proposte sono secondo me sono un’ottima rappresentazione di cosa intendo per gara Sprint. Le difficoltà tecniche non sono ovviamente elevate ma l’abilità dell’orientista è riuscire a fare tutto perfettamente (anche un solo minuto di errore può pregiudicare la classifica) essendo spesso in affanno fisico per l’elevata prestazione fisica richiesta. Anche i tempi di percorrenza sono stati ottimamente calibrati dal tracciatore.
Due parole sulla mia gara: finalmente sono riuscito a correre due sprint senza incorrere in errori rilevanti e per me è davvero un liberazione dati i disastri nelle mie ultime prove. E’singolare come in entrambe le manches ho avuto delle esitazioni immediatamente dopo il via (nulla di grave…10 secondi nella prima e una ventina nella seconda) segnale però che occorre riabituarsi ad entrare velocemente in gara. Per il resto prestazione molto pulita: solo una lieve imprecisione nella seconda manche in uscita dal punto 10 (stima del tempo perso 15 secondi.. vedremo gli split). Porto a casa un ottimo terzo posto dietro all’amico Michele che si porta sull’1-0 nella nostra interminabile sfida annuale, ma soprattutto dietro al vincitore Antonio Baccega che questa volta mi ha davvero impressionato. In particolare nella prima manche, quella molto fisica, nella quale mi ha rifilato circa 30 secondi, credo di aver perso come già detto solo 10 secondi al via e poi forse 3-4 secondi per una scelta non perfetta in uscita da un punto. Restano quindi ancora 15 secondi di gap, ma considerando che anche se non ho corso al 100% in certi tratti ho forzato abbastanza, penso che il “Finanziere” quest’anno gode di una forma fisica eccellente. Considerando il fatto che è uno degli atleti dotati di miglior tecnica di tutto l’ambiente credo di poter avvisare tutti gli H35 che quest’anno sarà un osso veramente duro per tutti. Se mantiene questa condizione atletica sono curioso di vedere chi riuscirà a batterlo.
Per divertimento una comparazione con le WE presenti che avevano il mio stesso percorso : posso dire di essermi preso la soddisfazione di fare meglio delle bravissime Helga e Laura : parlando con loro ho però appreso che entrambe non sono al meglio della loro condizione in quanto si stanno riprendendo da qualche acciacco: in bocca al lupo ad entrambe per riuscire a trovare una buona condizione quanto prima e…. se capiterà ancora di gareggiare sugli stessi percorsi di non vendicarsi “distruggendomi” con troppo distacco.
Concludo con un plauso generale a tutta l’organizzazione : volti distesi e sorridenti, ottimi percorsi, buona logistica, bella partenza “rallystica” da palchetto, ottime e veloci le premiazioni.

sabato 23 febbraio 2008

Allenamento direzione-distanza

Oggi abbiamo effettuato un allenamento in zona rifugio Maderlina (zona lago Santo di Cembra) sula tecnica della corsa in direzione.
Le tratte si differenziavano per la presenza o meno del "corridoio" di carta attorno alla linea rossa di congiunzione dei due punti.
In questo tipo di esercitazione è secondo me importantissima, oltre ovviamente saper prendere la direzione corretta, la percezione della distanza che si sta percorrendo. Sull'argomento ho già scritto un post, rispetto al quale parecchi amici non erano d'accordo con me: rimango però ferreo sulla mia convinzione. Avere un idea precisa di quanta strada si fa è una delle cose fondamentali di questo sport.
Nelle tratte senza il "corridoio" infatti, l'unica possibilità è rappresentata dal fatto di procedere secondo la giusta direzione, eventualmente riprendendola dopo aver aggirato ostacoli insuperabili, nella speranza poi di arrivare a riconoscere qualcosa di quanto è rappresentato all'interno del cerchietto che delimita la zona punto. Se dopo aver corso un tratto di carta pari a quanto siamo convinti corrisponda alla distanza esatta, non si trova nulla beh....siamo davvero nei guai perchè non esistono possibilità di rilocalizzazione. Credo che questo sia il limite di questa esercitazione così proposta : chi dovesse fare un errore e non riuscisse a tornare da dove è arrivato può solo sperare di vedere accorrere un amico un proprio soccorso. Altrimenti può davvero tornare alla base e aver terminato l'allenamento.
Per mia fortuna, anche oggi ho avuto la conferma che la corsa in direzione è la tecnica che padroneggio meglio nell'orientamento. Ho fatto pochi errori, e non macroscopici, nonostante stare "sulla linea" in certe tratte non era semplicissimo.
Dove ho compiuto gli errori, ho avuto la buona sorte di vedere accorrere qualche amico.
Un aspetto che avrei preferito evitare è stato che si è creato un treno composto da me, Alexander S. e Dario P. che praticamente è proseguito fino alla fine in quanto nessuno riusciva a staccare gli altri due. Avrei preferito correre in solitudine almeno in allenamento ma si sa... a volte è impossibile e non è colpa di nessuno.
Nella tratta 1-2 sono riusciuto a sfruttare quella quasi impercettibile striscetta di giallo con relativo muretto che poi mi ha portato a centrare la lanterna con precisione assoluta.
Molto bella la tratta 3-4 dove pur rimanendo un po' basso rispetto al punto ho tenuto un contatto carta nell'esigua "striscetta" davvero buono.
Nella tratta 5 uno dei piccoli errori della giornata, essendo finito in un prato abbastanza simile ma spostato di un 60-80 metri più in basso : per fortuna ero in buona compagnia (vero Dario???)
Nel tratto 6-7 è stato interessante sfruttare quel pezzettino di palude che poi portava diritto al punto.
Anche nel punto 11 la finezza è stata la percezione del "bordo prato" con relativo muretto prima dell'intersezione perpendicolare alla strada, che portava diritto diritto all'obiettivo.
Il secondo errore alla lanterna 13 dove un po tutti siamo finiti a 100 metri da punto: la zona era però abbastanza insidiosa per la presenza di molte collinette difficili da distinguere....no avendo a disposizione la carta. Occorreva davvero procedere alla distanza giusta e poi guardarsi bene attorno. Io sono arrivato un po "corto" e spostato e per un attimo ho avuto davvero l'impressione che venirne fuori sarebbe stato durissimo. Per fortuna ho poi ho intuito il verde vicino alla lanterna e ... poi sono arrivati come falchi Alexander e Dario che ha trovato il punto.
Poi a rotta di collo fino al ritrovo.
Bell'allenamento che mi ha ridato fiducia in quanto ho avuto buone sensazioni, specie sulla tecnica e sul contatto carta...nelle poche occasioni in cui è stato possibile.
Con tutti questi allenamenti "strani" però non vedo una carta normale da parecchio tempo. Credo che la settimana prossima andrò per conto mio da qualche parte per fare un allenamento in carta tradizionale.. ormai la stagione è vicina.
Un appunto sulla condizione atletica : oggi nei tratti con terreno "sporco" ho fatto una fatica esagerata. Come a ricordarmi che la corsa in certe condizioni di terreno non ha davvero nulla a che fare con la tradizionale corsa con la quale ci alleniamo. Urge quindi tornare a fare qualche allenamento fisico specifico in bosco. Le prime gare che contano...non sono poi così lontane!!
Con l'amico Michele ho fissato l'esordio stagionale nella sprint a due tappe di Fonzaso.
Poi campionato Veneto Long a Miane ....sperando che la carta sia bella e non abbia troppi verdi. Magari se l'amico Zonori, sempre attento a questi aspetti, saprà fornire indicazioni utili a riguardo mi farebbe un gran piacere!

sabato 16 febbraio 2008

Punti "tosti" 1


Inizio oggi una carrellata di punti delle stagioni scorse, che ho trovato particolarmente difficili tecnicamente. Mi piacerebbe conoscere l'illustre opinione dei Blogger che navigano su Orimaster, per sapere se le difficoltà che ho intravisto sono reali oppure non ho colto qualcosa che poteva semplificare la percorrenza.
Quindi la domanda è estremamente semplice... che avreste fatto NELLA TRATTA 2-3?
Dato che ci siamo introduciamo anche un quiz. Di che carta si tratta? Al primo che risponde esattamente un magnifico premio ovvero..... una stretta di mano (e che pretendevate???)
Mi piacerebbe anche fare un'altra cosa: scaricate l'immagine, disegnate la vostra scelta e speditemi l'immagine per posta elettronica (andrea.segatta@tiscali.it). Quando ci saranno un po' di scelte le pubblicherò sul blog.

AGIORNAMENTO 20 FEBBRAIO
Nell'immagine le tratte proposte da Stefano Zonato (azzurro), Davide Miori (Rosso) e Marco GIovannini (blu), Dario Pedrotti (Nero)

mercoledì 6 febbraio 2008

Un errore imperdonabile

Cari amici orientisti. Ormai manca davvero poco.... si ricomincia. E come dopo tutti gli inverni devo dire che dentro me c'è un grande entusiasmo all'idea.
Nei mesi della forzata inattività una delle cose più interessanti che si possa fare è il cosiddetto allenamento "a secco" ovvero leggere cartine ed analizzare le proprie gare con la comodità di poter essere comodamente seduti sul divano, anzichè correndo a rotta di collo nei boschi.
Quest'anno, anche stimolato dai bravissimi istruttori tecnici del Trent-O Sabrina R. e Lorenzo F., mi sono riproposto di affinare nel miglior modo possibile la tecnica di lettura delle curve di livello (CDL), sia per effettuare orientamento grezzo con lo scopo di compiere veloci trasferimenti nelle tratte lunghe, sia per muovermi con più accuratezza in zona punto con orientamento fine. Dopo qualche allenamento specifico e alcune lezioni teoriche che definire preziose è poco, ho voluto andare a rivedermi tutte le gare del 2007 cercando di capire come una buona lettura delle CDL mi avrebbe potuto aiutare.
In questo post vorrei proporvi uno dei peggiori errori della mia stagione, questa tratta 3-4 a Bedolpian per la quale ho impiegato più di 10 minuti. Vediamo il perchè e soprattutto come sarebbe stato facile evitarlo con una banale interpretazione delle CDL.
In gara ho erroneamente posto la mia attenzione sul sentiero in alto che portava al punto. Purtroppo però ho imboccato la traccia posta immediatamente prima del sentiero. Tale traccia proseguiva, non segnata in carta (dopo sono tornato sul posto per esserne certo) , fino a portarmi verso il basso, e dopo pochi istanti ero completamente attonito in quanto pensavo di essere in zona punto e invece ero davvero MOLTO distante.
Due gli errori principali : il primo non essermi accorto che c'era una traccia prima del sentiero che volevo percorrere. Due aver seguito alla cieca il tratto di sentiero non segnato in carta che proseguiva dopo la traccia e che in ogni caso SCENDEVA, mentre per andare la punto bisognava SALIRE! E' comunque evidente come in questo caso la presenza dei sentieri abbia avuto un effetto di "disturbo".

Ho provato quindi a "ripulire" la cartina lasciando solo le CDL. Con questa "visuale" è apparso immediatamente chiaro cosa si doveva fare: andare in cima all'ampia collina che era davvero facile identificare e scendere facilmente appena un poco, in zona punto sfruttando più di un possibile punto di attacco.
Questo esempio mi ha fatto capire che occorre saper "estrapolare" le informazioni che le CDL ci danno, e che a volte possono essere disturbate dalla presenza di altri elementi grafici.
Ovviamente tutto va sfruttato, ma nelle mie analisi delle gare 2007 ho notato che spesso ho trascurato le importanti indicazioni che le CLD mi potevano dare perchè ho rivolto l'attenzione ad altro: spesso sentieri.
Spero di migliorare molto su questo aspetto , nella stagione 2008. Anche perchè qualche altro mio maestro dice che nelle carte, quello che conta veramente è il colore marrone...
Probabilmente nelle prime gare avrò delle difficoltà con questo nuovo approccio ma confidco che con un po' di pratica questa possa essere un' arma davvero importante

sabato 17 novembre 2007

Allenamento curve di livello-colori

Oggi sfidando il freddo (zero gradi) siamo saliti a Lavarone per effettuare un allenamento in carta, con rappresentate le sole curve di livello (c.d.l) e i colori.Trovo questo allenamento particolarmente formativo in quanto la capacità di riconoscere bene le forme del terreno è probabilmente l'aspetto che più devo curare per migliorare la mia tecnica. Sono anche convinto che è la capacità che può dare una marcia in più all'orientista in quanto specie le c.d.l. se bene interpretate possono costituire un "sentiero" virtuale quando non si hanno a disposizione altri elementi. Allego l'immagine dell'allenamento tracciato dal Maestro Andrea R, ringraziando Lorenzo per essere salito addirittura il giorno prima per posizionare le lanterne, che durante l'allenamento mi sono sembrare posate in maniera estremamente precisa. Vorrei analizzare i singoli tratti, mettendo in evidenza gli elementi che hanno determinato le scelte di percorso.
1) Dopo la partenza si poteva costeggiare la parte alta del prato, uscendo in corrispondenza di un bianco in basso, salire lungo un avvallamento e puntare ad un evidente spianta vicina al punto.
Qui, probabilmente "freddo" in tutti i sensi ho commesso l'unico errore della giornata deviando verso destra. Per fortuna mi sono accorto in fretta dell'errore e ho corretto verso l'evidente colle dove la lanterna era posizionata.
Rivedendo a freddo il punto forse la scelta migliore è quella colorata in verde: il naso portava con ancora più facilità alla spianata , dalla quale era davvero facile attaccare il colle con la lanterna.
2) Prendendo una buona direzione in uscita punto, si passava fra due collinette. La forma dove era posizionato il punto, un rilievo lungo e stretto era facilmente individuabile. Il punto no presentava quindi particolari difficoltà.
3) La tratta più difficile della giornata. Ho impiegato un po prima di decidere il da farsi. La scelta in uscita è stata quella di aggirare il colle a est del punto, particolarmente evidente, puntando poi in discesa verso una zona pianeggiante che permetteva un buona avanzamento in sicurezza. Alla fine della pianeggiata quello che ho notato erano due collo : uno ampio ed uno più stretto con pendenze più accentuate. La zona è più complicata di quanto la carta raffigura : arrivato sul colle più piccolo mi è sembrato di essere in zona punto, essendoci poi una lieve discesa. Non trovando la lanterna ho temuto di essermi perso ma per fortuna ho fatto il ragionamento giusto. Il colle a valle del quale doveva esserci il punto doveva essere davvero alto, e poi se lo avessi superato c'era una chiara linea di arresto costituita da una ripida discesa. Armato di buona fede ho proseguito, arrivando al "muro" costituito dal colle. L'ho aggirato e ... lanterna. Ero solo in bosco e ho cacciato un urlo di soddisfazione... la passione per l'orientamento è anche questo. Se qualche animale mi ha sentito avrà pensato..ma che ha questo da rompere le scatole??
4) Questo punto è forse stato tracciato da Andrea per dare un esempio di "Manuale dell'orientamento". Quello che io ho interpretato è : orientamento grezzo e corsa veloce fino a macroforme del terreno particolarmente evidenti. Poi orientamento fino in zona punto. Presa la direzione in uscita dal punto 3 mi sono fiondato a "manetta" verso la spianata prima dell'incredibile colle (il primo) che costituiva un chiaro punto di arresto. In questa tratta ho cercato di ricordare che significa "semplificare" la lettura. Fino al grande colle infatti, quasi impossibile da sbagliare date le dimensioni, non aveva molto senso leggere la carta. In questo caso però vorrei sottolineare l'importanza della percezione della distanza percorsa. Una volta partiti a tutto gas, e avendo individuato la distanza da percorre fino al punto di arresto, avere idea di quanta strada si ha percorso può dare molta sicurezza. Dico questo perchè a me capita spesso, specie nelle tratte lunghe, che se no trovo quello che cerco (magari perchè è effettivamente lontano) inizia a prendemi un po di ansia del tipo ... ma son andato lungo?
Arrivato al grande colle, arrivare alla lanterna era un gioco da ragazzi. Sfruttando il secondo grande colle (che spettacolo naturale!)
5) Forse potevo fare di meglio, ma la cosa più appariscente che ho visto a colpo d'occhio è stato il colle a Nord-Est del punto. Mi sono staccato un po dalla linea, ma una volta arrivato lì, puntare in discesa al grande avvallamento dove stava il punto è stato facile. Ho potuto mantenere un buon ritmo di corsa che ha rimediato al leggero allungamento della tratta.
6) Punto più ingannevole del previsto. In fondo bastava uscire bene e stare in c.d.l. In realtà il terreno è molto ingannevole : infatti sono arrivato ad una buca prima del punto credendo di essere giusto. Per fortuna osservando il colle davanti a me ho capito subito che ero corto e ho rimediato molto velocemente. Anche qui però ho percepito una distanza errata. Mi mancava un ancora bel pezzo al punto : devo lavorare su questo aspetto.
7) A prima vista mi è sembrato complicato però poi mi sono concentrato sulle macro forme che si potevano incontrare. Una spianata all'uscita punto, un colle a metà strada, un prato in zona punto. Individuati questi capisaldi, arrivare al punto è stato più facile e veloce del previsto.
8) Anche qui ho un sospetto sulle intenzioni del tracciatore che forse voleva farci transitare sull'"autostrada naturale" che c'era a disposizione. Usciti dal punto a breve distanza c'era un evidente avvallamento da percorrere in salita fino all'accentuarsi palese della pendenza. Da li deviazione a destra attraverso la sella costituita dall'altro colle. Ma non era finita... qui occorreva lettura fine perchè il punto era in un avvallamento non subito visibile dopo la sella.
Bell'allenamento davvero. All'inizio ho faticato un po ', ma poi la percorrenza è stata sicura.
Credo che dovrò fare molte di queste esercitazioni.
PS: graditi anche i commenti di chi non ha fatto questo allenamento. Condividete le scelte? Che avreste fatto?