lunedì 30 aprile 2012

Allenamento percorso fisso ad Andalo

Sabato ho finalmente trovato il tempo per recarmi ad Andalo, e provare l'allenamento fisso proposto dal comitato Trentino FISO. Dopo tanto tempo ho riprovato il piacere assoluto di praticare il nostro amato sport immerso nella natura. 1h e 18' immerso in un bosco splendido, sempre in carta con una sola sbavatura. Non è molto, ma essendo la mia prova uscita vera in carta di bosco di quest'anno, spero sia un rodaggio minimo per le due prossime gare in programma: domani ad Avelengo e soprattutto nel fine settimana la gara che più mi piace in assoluto: i campionati Italiani middle. A due passi da casa. Dato che ormai la M35 è una "quasi elite", spero di riuscire a centrare ancora la finale: sarebbe la sesta volta su sei, ma ogni anno si fa sempre più difficile!

domenica 8 aprile 2012

TROFEO OLTREFERSINA ORIENTEERING 2012

Cari amici Blogger
anche quest'anno la Polisportiva Oltrefersina organizza Domenica 15 Aprile, la gara di orientamento valida per il gran premio provinciale trentino CSI 2012, presso il centro sportivo di Madrano.
Come sempre, assieme a tutto lo staff della polisportiva, ci stiamo adoperando con il massimo impegno per poter offrire la miglior gara possibile a tutti i partecipanti.
Confido in una vostra numerosa partecipazione per gratificare il nostro lavoro.
Tutte le info al seguente indirizzo : http://www.seriva.it/oltrefersina/trofeo2012.htm

venerdì 23 marzo 2012

Ouverture stagione 2012

Mi è sempre piaciuta questa parola, perchè suona musicale. Ouverture : "è un brano musicale che introduce un'opera lirica, o una qualunque composizione musicale".
Mi piace il concetto che sottende, perchè fa percepire che a volte l'attesa di un evento gradito, è forse più bella dell'evento stesso.
Domani inizia la mia vera stagione orientistica 2012, l'undicesima della mia carriera. La mia Ouverture all'evento, per quest'anno non è stata malaccio.
Ho messo nelle gambe una media si 13-15 allenamenti mensili nella stagione invernale, quattro campestri (Rosalpina Villazzano, Madrano, Civezzano e Terlago) e una gara promozionale Orientistica ad Agnedo.
Le gambe stanno abbastanza bene, a parte un po' di ritardo nella corsa in salita, e poche ripetute fatte.
Ieri proprio per rimediare, ho fatto un classico allenamento in un circuito di circa 8 minuti a "triangolo" (rampa salita-picchiata discesa- chiusura circuito in piano) nella zona castello di Pergine, zona fondo valle del tratto Masetti-Zivignago.
Forse la non abitudine ai terreni mossi... mi ha fatto insorgere un discreto dolore ad un ginocchio (ahhh l'eta!!!). Ancora oggi duole in certe posizioni, anche se mi pare di riuscire a correre. Spero non mi rovini l'esordio.
Ma a parte questo arrivo all'inizio stagione in buona forma.
Il vero dilemma è : come starà la testa?

domenica 18 marzo 2012

30.000 volte Orimaster

30.000 volte Orimaster. Non ho mai fatto molto caso al contatore visite... ma devo dire che 30.000 non sono proprio poche. Vorrà dire che devo scrivere un nuovo post! Grazie per la fedeltà!!

domenica 12 febbraio 2012

Ori-stagione 2012 in arrivo

Anche se questo Febbraio polare allontana dalla mente l’idea che la stagione orientistica 2012 è ormai alle porte, il calendario dice non manca molto al via di una nuova stagione orientistica. E come sempre, quando la mente va a questo pensiero, partono le riflessioni su come la affronteremo, quali saranno gli obiettivi, il calendario e tante altre cose…..
Quest’anno il mio pensiero è rivolto ad un paio di aspetti che vorrei condividere con voi.
Il primo è legato al fatto che questa che inizia è la mia 11-esima stagione” da orientista. A fasi alterne credo che il percorso di miglioramento della comprensione della disciplina sia stato, fra alti e bassi, abbastanza costante. Analizzando con obiettività l’andamento delle gare mi pare di poter dire di avere raggiunto un discreto livello generale, anche se il salto di qualità vero, a mio avviso ancora non c’è stato. Insomma sento che potenzialmente potrei fare ancora dei miglioramenti non marginali. La domanda che allora mi viene spontanea è : ma dopo 10 anni e 250 gare circa…. c’è ancora la possibilità di fare un deciso salto di qualità oppure, se non sono riuscito in 10 anni significa che sostanzialmente sono arrivato al “capolinea” dei miei progressi e mi devo rassegnare al fatto che pur essendo un discreto orientista non arriverò MAI ad un livello superiore, che pure vedo nelle mie potenzialità? Questo è davvero un bell’interrogativo!
Il secondo aspetto riguarda la parte prettamente agonistica della disciplina. Su questo, non ho mai fatto segreto, che ritengo vi sia nel nostro ambiente un diffuso atteggiamento di facciata, mirato a ostentare una totale indifferenza all’ottenimento di risultati competitivi. Insomma pare che nessuno si alleni e che a nessuno interessi avere dei buoni piazzamenti magari nelle gare che contano. Ormai, a 40 anni superati abbondantemente, ogni tanto la mia mente naviga anche su questo argomento, e a volte capita di chiedermi perché esco ancora a correre al buio, con 10 gradi sotto zero.
Per fortuna le risposte sono ancora quelle di 20 anni fa. La prima e più importante è PERCHE’ MI PIACE. Certo il fisico che un po’ è calato, gli impegni della vita che aumentano rendono più difficoltoso farlo con analoga frequenza e intensità, ma quando riesco ad allenarmi mi sento davvero bene. Benissimo. E trovo lo stesso piacere di 20 anni fa nel vagare per strade, campi e boschi, guardandomi attorno, respirando gli odori della natura, percependo un equilibrio interiore che niente altro mi sa dare con tale intensità. Certo il numero di medi e prove ripetute è calato drasticamente, ma tutto sommato farlo quando ha la giusta carica dentro e non sempre perché “si deve” , direi che è decisamente meglio. Per quanto riguarda le gare…. beh io a nascondere le mie motivazioni non ci riesco. So bene che ad alti livelli non ho molte possibilità di stare al fianco dei top, ma credo che se starò bene mentalmente e fisicamente, mi sento ancora motivato "a provarci”. A lottare per far segnare il miglior tempo e ottenere il miglior piazzamento che le mie possibilità mi permetteranno. E come sempre stringere la mano, con sincera sportività , a chi è stato più bravo di me. E chissà che forse non arrivi qualcosa di insperato. L’anno scorso scrivendo del mio proposito di correre ancora una maratona dicevo che sognare non costa nulla e tiene vivi. Credo che questo pensiero non debba mai essere abbandonato. Per come metterlo in atto, rileggendo il mio post dell’anno scorso sugli obiettivi della stagione, credo che i famosi 6 punti siano ancora le cose su cui lavorare anche se su taluni aspetti i passi avanti ci sono stati.
E il Blog? Dopo il recente strepitoso post di Dario sull’ Ori-Web-Mondo una riflessione è da fare sull’argomento. In generale non ho dubbi che ho meno voglia di raccontarmi di qualche anno fa. Il reale scopo del mio blog, alle origini, era quello di uno scambio di opinioni sostanzialmente tecniche, che poi l’evoluzione generale degli ori-blogger ha spontaneamente evoluto in un campo più vasto di racconti e argomenti. E ogni tanto scrivere di qualche emozione, e non solo di punti di attacco, direttrici e curve di livello spero potrà essere ancora piacevole. Sarà il feeling dei singoli momenti a definirlo.
Speriamo che queste condizioni meteo da lupi, lasciano poco a poco spazio alla primavera e che arrivi in fretta quel magico momento del primo start del 2012.

domenica 30 ottobre 2011

VENICEMARATHON 2011

Dopo tanta attesa, finalmente Domenica 23 ero la via della mia sesta maratona, 20 anni dopo la prima e 7 anni dall’ultima nella fantastica cornice di New York.
Come di abitudine il viaggio di trasferimento lo ho fato di Sabato e ho scelto di alloggiare in un campeggio a Mestre, per dormire nella confortevole “suite” che è il mio ormai adorato camper… E’ come dormire, confortevolmente a casa.
Sveglia alle 5.45 del mattino e dopo il più che legittimo rincoglionimento da alzataccia selvaggia, colazione abbondante e via in autobus verso la stazione di Mestre, da dove i mezzi dell’organizzazione, in 30 minuti circa ci hanno portato a Stra. Nella descrizione passo al tempo “presente” perché così ho l’occasione di rivivere quei magnifici momenti.
La mattina è frizzante, direi senza dubbio fredda: nei pressi di Stra due termometri fuori da un bar e una banca segnano 2 e 3 gradi… fa freddo per davvero.
Per alleggerire la zavorra, una volta arrivati in zona di partenza, mi aspetta un’estenuante coda di almeno 20 minuti per andare in bagno. Manca un ora alla partenza della gara e la tensione sale. A differenza delle edizioni a cui avevo partecipato anni fa la consegna della sacca indumenti è richiesta 50 minuti prima della partenza. Ingenuamente , non pensando a un freddo del genere a ad una consegna così anticipata, non ho portato una maglia “usa e getta” ed inoltre ho dimenticato di farmi la “pettorina” con il classico sacco delle immondizie. Corro quindi il rischio di assiderami letteralmente, ma un angelo sotto forma di una graziosa ragazza vedendomi infreddolito e tremolante, mi dice che avanza uno di quei fogli termici di alluminio e me lo regala. Non ho parole per ringraziarla…. Si dice che il mondo è tutto marcio ma capita anche di imbattersi persone capaci di un semplice gesto generoso come questo. Recupero subito temperatura e le gambe danno ottimi segnali. I venti minuti prima del via sono stupendi. Un’ emozione enorme e anche l’inno nazionale suonato pochi minuti prima del via da un tocco di solennità all’evento.
Finalmente si parte… una liberazione. Corro il primo km a 4’14’’, quasi perfetto, e nel frattempo mi affianca il pace-maker delle tre ore. Una manna penso, ma i successivi due km li corre a 4’06 e 4’05, ovvero un ritmo di corsa di 10 sec/km più veloce di quello che porta ai 180 minuti di gara. Decido di rallentate anche se le gambe vorrebbero stare lì….. ma l’esperienza insegna che a fare una cosa del genere di rischia di pagare dazio, anche drammaticamente. Prendo il mio ritmo molto bene e corro regolare fra i 4’12’’ e 4’15’’, con grande facilità. Sono contento, sono in gara, sto bene, mi sto divertendo, mi emoziono un sacco nel passare in mezzo ai paesi con la gente per la strada a incitarti senza sosta. Tutto questo è LA MARATONA. Non mi pare quasi vero dato che da 3 anni penso a questo momento. Passo ai 10 km in 42’04’’, alla mezza in 1h28’56’’ .
Nel frattempo inizio a fare caso che nei tratti in cui sono scoperto e corro da solo c’è un fastidiosissimo venticello contrario. Al 25° km vedo davanti a noi un mega gruppo di almeno 70-80 corridori, che seguono il pace-maker delle tre ore…. Sono sempre a una cinquantina di metri avanti ma non riesco a portarmi sotto. Il vento contro rompe e assieme ad altri due corridori decidiamo di “chiudere il buco” e portarci sotto per godere dell’effetto “mandria”. Due ottimi km a 4’05’’ e 4’06’’ ci permettono il ricongiungimento. Lì in mezzo si sta che è un piacere, sembra quasi di essere trascinati. Manca poco al 30° km, si inizia a fare sul serio. Il parco San Giuliano a Mestre è traumatico : salitone sul viadotto di accesso, discesa, altro lungo tratto in salita per il transito al 30° km (2h’07’00’’ , in perfetta tabella), poi discesina e altra salitaccia sulle rampe per immettersi sul ponte della libertà. Le tre salite lasciano il segno. Duramente. La corsa brillante ed agile lascia il posto alle prime sensazioni di fatica. Ma ancor peggio il super gruppo si disperde e rimango solo soletto alle prese con il ponte della libertà, con il maledetto vento contro che è come una tortura. Stringo i denti ma ora la fatica è bestiale. Al 35° Km, sono ancora in corsa per il mio obiettivo ma le forze calano progressivamente. Qualcuno mi passa e cerco di attaccarmi ma non ci riesco. Al 37° km finisce il ponte con quella fatale salita che a occhio stimo in 300 metri. Nell’affrontarla a denti stretti, repentinamente mi si induriscono le fasce esterne dei quadricipiti e vado un grossa difficoltà, anche se la tenacia mi fa ancora resistere. Arrivo al primo dei 14 ponti dentro Venezia, sul canale della Giudecca e riesco a salirlo bene, ma appena attacco la discesa mi pare che i crampi debbano arrivare da un secondo all’altro. Analoga sensazione per il secondo e terzo ponte. E’ la resa per l’obiettivo delle tre ore. Dal 39° km in poi rallento e proseguo di conserva. E posso fare una cosa che non avevo mai fatto. GODERMI pienamente gli ultimi minuti di gara, guardarmi attorno, salutare chi mi incita, dare i “5” ai bambini che te lo chiedono. Il tutto fra due ali di folla festanti. E’ bellissimo, forse ancora più bello che essersi massacrarsi per fare 2h59’’. Passo il 14° ponte e come sempre , nei 200 metri finali sento dentro una gioia irrefrenabile.
E’ finita. 3h04’47’’ Entro nel tendone spogliatoio e mi cambio con una splendida vista sul mare. E provo quella strana sensazione di felicità-malinconia che ti accompagna quando un grande evento che volevi vivere a tutti costi è ormai finito. Non so ancora se è stata la mia ultima maratona, l’idea era quella anche se sono certo che smaltite le emozioni le sirene tentatrici si rifaranno sentire . La verità è che il tempo da dedicare alla preparazione è sempre meno. E trovarlo comporta sacrifici ancora maggiori che fare l’allenamento stesso. Se sarà stata l’ultima, sarà comunque stata bellissima. 20 anni dopo la prima, forse si è chiuso un ciclo. Ammetto che al pensiero mi prende un groppo in gola. In fondo al mio cuore spero un giorno di riuscire a cambiare idea.

domenica 9 ottobre 2011

Venicemarathon... countdown

Ormai ci siamo, mancano solo 2 settimane e la preparazione è praticamente completata.
Negli ultimi 14 giorni infatti il programma classico della preparazione per la maratona prevede uno scarico attivo, con prevalente attività di mantenimento.
Oggi ho concluso l'ultimo lunghissimo di 30 Km, che fa seguito a un bel filotto nelle ultime settimane fatto di 30, 24 , 34 , 27 (con mezza di Trento), 22 Km.
Oggi ho avuto un buon riscontro alla distanza e sono ottimista sul fatto di terminare bene la gara. La sfida è contro il muro delle 3h, e credo che sarà parecchio difficile, ma di certo ci voglio provare.
La cosa più bella è questo feeling di attesa che cresce giorno dopo giorno. Non vedo l'ora di essere al via, lungo le ville venete, nel parco San Giuliano, sul ponte della Libertà, lungo il canale della Giudecca, sopra il ponte di barche sul Canal Grande, nel "giro d'onore" in Piazza San Marco e infine al traguardo.... nello stesso identico punto dove è solitamente il traguardo del MOV. E' questa è la prova migliore che ho fatto bene a lanciarmi in questa avventura.