domenica 9 giugno 2013

Due brutte settimane

La gara di BCN ha lasciato il segno... dopo 2 settimane una caviglia duole ancora, e un raffreddoraccio assurdo per essere Giugno, mi hanno stoppato gli allenamenti.
Sono proprio malconcio... :-(

domenica 2 giugno 2013

Branchetto Bosco Chiesanuova

La sfortuna si può manifestare sotto diverse forme. Una può tranquillamente essere quando una delle potenzialmente più belle gare di orientamento dell'anno viene "disturbata" non da una, ma diverse nevicate nei giorni a cavallo fra Maggio e Giugno. Una situazione davvero imprevedibile.
In partenza, come tutti, fremo per partire, ma non immagino quale sia la reale situazione del campo di gara, specie nella zona più alta, come il DT Bepi Simoni (che si trova una bella gatta da pelare) prova a descriverci.
Una volta partito però mi rendo subito conto che la percorrenza in questa gara sarà assai difficoltosa. GIà nella prima costa, nemmeno troppo inclinata vado per terra 2 volte. Non riesco a correre: essere apripista non era di certo d'aiuto.
Il momento più critico è la tratta verso il punto 5 dove cerco di fare una scelta più orientistica possibile, senza immaginare che sto per "ficcarmi" in un pasticcio. Mi trovo a transitare su di un pendio dove affiorano sassi dalla neve (in certi tratti dove il vento l'ha ammucchiata davvero tanta) , ma non si vede cosa c'è sotto. Mi prendo una serie di legnate alle caviglie le cui conseguenze durano da una settimana. Purtroppo lo so.... sono un infame pistarolo e caviglie dei pistaroli sono solitamente di vetro. Le mie sicuramente. Del resto mi sono sempre trovato in difficoltà "sullo sporco". Sono atleticamente competitivo con percorsi scorrevoli e privi di particolati avversità. In situazioni come quelle di questa gara, vado davvero piano. 
Un po' malconcio ho proseguito la gara, e dal punto di vista tecnico posso dire di essermi comportato molto bene. Fino al punto 19. Messo a dura prova dalla badilata di dislivello, l'acido lattico si è impadronito irrimediabilmente del mio cervello facendomi commettere una serie di errori che sono spiegabili solo con la stanchezza dato che fino a quel momento avevo sbagliato pochissimo.
Dopo il laghetto ho in mente di salire verso destra in una fascia gialla. Peccato che salgo inizialmente dalla rampa prima del muretto che era logicamente da attraversare!!,  e poi da quella successiva a quella giusta. Risultato 25 minuti per un punto da circa 10.
Pazienza. Non riesco a darmi grandi colpe e giudicare la gara negativa, seppure il tempo perso è stato tantissimo. Fino ad allora era stato percorso netto e a circa 3/4 gara, finchè ho retto fisicamente, sono arrivato fino al settimo posto in classifica (finito al 14°....). Quando ho sbagliato grossolanamente, ero fisicamente distrutto come fatica e come "carrozzeria" e quindi non posso farmene una grossa colpa.
Una valutazione sullo svolgimento della gara: dopo una settimana , posso dire che il DT ha fatto bene a fare disputare la competizione. Alcuni tratti, almeno dove sono transitato io, erano secondo me obiettivamente pericolosi, ma siccome non ce lo ordina il dottore di gareggiare , ognuno era libero di continuare o ritirasi se riteneva non vi fossero le condizioni opportune. Personalmente dopo la 5 ero seriamente intenzionato a farlo ma si sa, quando ormai si è in ballo è molto difficile decidere di gettare la spugna.
Stupefacente il tempo di Andrea Cipriani... un gatto delle nevi e carro armato assieme, complimenti.
Nel blog del Lessinia Orienteering (grande Stefano Z! "tracciatore-controllore-cartografo-giudice di partenza-segretario-webmaster-fisorelationman-e molte altre cose" con così poche persone preparare una gara nazionale..... anche se mi hai fatto schiattare con quei continui sue giù) ho scritto che sono diventato una mezza cartuccia. Dopo quasi una settimana ai box con caviglie acciaccate devo doverosamente declassare il mio rating a "3/4 cartuccia". Però, dati i progressi tecnici, con outlook positivo :)

domenica 19 maggio 2013

CSI a Folgaria

Non avevo intenzione di scrivere un post su questa gara, ma vedendo lo stato della carta a fine gara, complice l'ormai inevitabile scivolone in qualche posto colpito dal diluvio universale di questi tempi, ho pensato che solo la scansione della mappa lo meritasse. La gara è stata tutto sommato positiva, e ho cercato di interpretarla alla vecchia maniera ovvero correndo a tutta, senza se e senza ma, cercando di sbagliare meno possibile. Un paio di errori non troppo gravi costano sui 2 minuti e il risultato finale è soddisfacente dato che il distacco da SuperDario è di circa 2 minuti. Inoltre la stampa era un po' "pesante" e la leggibilità non era delle migliori, e questo aggiunge valore alla scelta "smanettona".
La cosa migliore della giornata è comunque il gelato al gusto mascarpone con pezzi di nocciola annegati, generosamente consigliato e offerto da DopolavOri... una vera leccornia. Grazie!

mercoledì 15 maggio 2013

C.T. Long ad Asiago. Il ritorno all'errore.

Dopo una serie di gare abbastanza pulite , nella difficile carta di Asiago, ho commesso un paio di errori abbastanza impattanti in termini di tempo perduto.
La prima parte della gara era insidiosa e, mal comune mezzo gaudio, ha creato difficoltà a parecchi concorrenti.
Quale migliore occasione dunque per un po' di analisi degli errori commessi.
Dopo un primo punto più incerto che sbagliato (tutto in direzione con un occhio al naso disegnato dalle cdl), proseguo spedito e deciso verso la 2 che trovo subito e bene (ancora in direzione).
Alla 3 il primo "fault". L'idea è di transitare vicino al rudere a metà tratta: esco in cdl-direzione e so che dopo un po' dovrò salire. E infatti salgo, ma troppo. Passo sopra il rudere che infatti non vedo, ma non me ne preoccupo più di tanto. Qualcuno infatti in partenza mi ha detto che io della carta leggo anche chi l'ha fatta e omologata. Applicando il principio della semplificazione (è un obiettivo intermedio di tratta... non è fondamentale....) ma purtroppo anche il principio del "vado avanti un po' alla caxxx", mi ritrovo alla sommità del naso senza avere bene idea di che cosa sto facendo. Infatti dopo un po' non ci capisco più nulla e provo quella sgradevole sensazione di quando ti sembra tutto uguale. Eppure, con il senno di poi era evidente la forma del terreno che indicava che al punto ci si arrivava dopo un cambio di pendenza da salita a discesa. Impiego troppo a capire che è meglio puntare al prato sottostante, prendere un punto di attacco (curva di recinto vicino alle due costruzioni) e da  lì e risalire al punto. Infatti in 1 min arrivo diritto alla lanterna. Se prendevo prima quella saggia decisione, invece che pascolare a vuoto avrei perso parecchio di meno. Vabbè.... alla fine scopro che quel punto ha fatto soffrire molti. La 4 la becco subito e andare alla 5 mi pare molto semplice: arrivo al primo sentiero  taglio per il secondo che percorro in corsa veloce fino ad una marcata curva a destra (punto di attacco). Di li in direzione sono si e no 100 metri. Senza particolari ostacoli o verdi che possano far deviare....ma sta di fatto che giro, giro e rigiro e quella dannata buca non la trovo. Decido di rientrare al sentiero e riprovare... ancora nulla. Quando iniziano a girarmi le scatole ... giro l'occhio e vedo il telo. Mi pare impossibile non averlo individuato prima, ma non credo che un UFO l'abbia tolta e rimessa per farmi un dispetto. Se l'errore alla 3 ci può stare, questo appartiene alla categoria errori inspiegabili.
Da li in poi torno a correre e fare orientamento in modo accettabile, tranne al cambio carta quando dalla 10 invece che girare la carta e andare alla 11, tengo la carta dalla stessa parte e vado alla 1.... Almeno posso dire di averne aggiunta un'altra alla collezione delle "perle".
Alla 12 scelgo di fare il bravo orientista invece che adottare la in questo caso solita saggia "pistarol-infam-stragegy" cioè scendere a tutta alla strada, correre a bombazza e poi risalire. Risultato: leggo troppo durante la tratta e pur arrivando al millimetro alla lanterna prendo 3'30'' min da Michele che fa il corridore rischiando zero. Anche qui occorreva capacità di analisi su come sfruttare al meglio le proprie caratteristiche. Fondamentalmente l'autore della mitica mail anonima che mi scrisse che sono e sarò sempre "un infame pistarolo ignorante" non era priva di una certa ragione. Almeno in certe tratte come la 11-12
Nonostante la classifica non sia disastrosa, non sono soddisfatto della prestazione: quei due errori andavano evitati o almeno occorreva limitarne la perdita di tempo.


domenica 12 maggio 2013

Un' altra perla da orientista.

La gara di Pradellano è andata in archivio con una buona prestazione. Quasi nessun errore, corsa accettabile, concentrazione "new model" cioè attenzione ma in modo rilassato e disteso. Ma quello che ricorderò di questa gara è la folle discesa dal punto 14 al punto 15. Appena messo il naso fuori dal prato che avevo individuato come "trampolino" è iniziata una picchiata impressionante. Dopo pochi secondi la situazione è precipitata (questa volta non in senso metaforico). Tuttavia la discesa "a bob" , con il mio sedere nel ruolo di Bob, pareva funzionare a meraviglia se non che.... ho aggiunto una gemma "classica" alla serie dell sfighe dell'orientista. Impuntando le mani per dirigere il bob nella direzione giusta mi si è sfilato lo sport ident! Una volta realizzata la cosa, avere attivato le operazioni di frenatura ero almeno 10 metri sotto il luogo dove è avvenuto lo "sfilamento". No panic.... OK PANIC!!! Risalgo con 1000 difficoltà (tipo semifinale Middle a Parma) il pendio dalla pendenza davvero impressionate ..ma lo sport ident non c'è. Il destino beffardo ha messo tante foglie in quel posto e quindi inizia un operazione "palmo a palmo", che fortunosamente ha successo in 3-4 minuti. Vista la difficoltà a salire avevo appoggiato la carta per terra .. e genio dei geni, preso anche dalla particolarità della situazione, mi dimentico di riprenderla. 50 metri sotto quando voglio guardare la carta per attaccare la 15.... leggo ... il palmo della mia mano. Non essendo un chiromante la cosa non mi aiuta molto. Mannaggia che dura risalire a riprenderla!!! La scansione allegata al post è la versione "ripulita" della carta. Vi lascio immaginare in che condizioni era nel post caduta. Al di la di questo sono molto contento per la gara in generale ma soprattutto di come riesco a gestire emotivamente la gasa post "fattaccio". Quest'anno dal punto di vista tecnico, ma sopratutto dell'attenzione, mi pare di aver fatto un passo avanti. per le "sfighe" dell'orientista, credo che ora mi manchi solo di prendere la carta sbagliata in partenza. uomo avvisato mezzo salvato.

venerdì 26 aprile 2013

Middle 2013

Dopo davvero tanto tempo partivo con la "carovana" del Trent-O per partecipare alla due giorni dei "Middle".Già godere di questa opportunità mi aveva reso decisamente felice. Dal punto di vista agonistico il vero obiettivo era raggiungere la finale, come scritto nel post precedete l'ottava consecutiva nelle partecipazioni. Non so se per scaramanzia o per una condizione fisica non ottimale, ma percepivo "il pericolo" che questa volta, anche vista la concorrenza spietata (quest'anno entravano i 1977) avrei rischiato grosso. Non voglio dilungarmi su dettagli tecnici che sono descritti in maniera approfondita da orientisti ben più qualificati di me, ma bensì sugli aspetti mentali delle due competizioni Sabato alla partenza ammetto quindi che avevo un po' di tensione addosso. Però quella tensione "positiva": quella che ti da la capacità di stringere i denti quando serve, di avere la giusta attenzione nei confronti di quello che stai facendo. Il terreno è molto ostico e quando si deve risalire i ripidi valloni il terreno argilloso e bagnato rende quali impossibile avere il minimo grip. In alcune circostante ho messo la bussola in tasca e piantato le dita nel terreno per salire.... non mi era mai capitato in tanti anni di orientamento. Corro una gara abbastanza pulita, senza particolati errori, solo qualche imprecisione in zona punto. Verso fine gara vengo raggiunto da Stefano Z. e vado più o mendo al suo ritmo fino alla fine. Ho la percezione di avere corso una buona batteria e infatti la qualificazione arriva. Sono soddisfatto come se avessi vinto il mio titolo italiano, e mi godo la serata in compagnia degli amici del Trent-O. Una serata bellissima, allegra, distensiva, rilassante.... davvero delle sensazioni gradevolissime. >La mattina di Domenica mi accingo alla partenza della finale con fare molto rilassato. Sono già, dal punto di vista agonistico pienamente appagato dalla qualificazione, ma l'amico Michele C. mi invita a non accontentarmi e dare il massimo. Dopo il riscaldamento le gambe versione "tronco di legno" post gara giorno precedente, per uno di quegli strani meccanismi fisiologici di compensazione sembrano meglio di quello che mi aspettavo. Al via appena presa la carta in mano mi stupiscono due cose: 26 punti.. davvero tanti per una middle..... e il punto 1 per il quale non riesco a lanciarmi in corsa "a bombazza" perchè mi viene da cercare di scoprire quale è il trabocchetto... che alla fine non c'è. Però parto bene. I primi 10 punti li corro filanti come poche volte: preciso sulla lanterna, e soprattutto spedito nell'uscita punto. Forse anche perché la difficoltà tecnica non è elevata, ma si sa che aumentando la velocità di corsa anche le cose semplici diventano difficili. Ho anche la fortuna, essendo fra i primi partenti di correre in buona solitudine. E da tempo ho notato che con l'assenza di altri concorrenti attorno, specie della mia categoria, "rendo" molto meglio. Nella salita verso la 16 le gambe iniziano a mancare. Faccio una fatica bestiale e ho paura conseguentemente di fare errori. Fortunatamente riesco a state concentrato, continuando a sbagliare molto poco. Che la giornata sia di quelle fortunate , ne ho la conferma al punto 23. Non esco dal prato al limite di vegetazione ma piuttosto centrale e ciò mi porta ad arrivare basso nel vallone. Mi prende un attimo di panico.... sarebbe una beffa atroce buttare la gara proprio alla fine. Volgendo lo sguardo verso destra vedo due persone che salgono il vallone e grazie a loro mi rendo conto di essere basso. Con sollievo mentale, ma con le gambe a pezzi cerco anche di sprintare, pur facendo uno dei peggiori tempi nel volatone finale. Con mia grande sorpresa arrivo undicesimo nella classifica del campionato. Un risultato che davvero mai mi sarei aspettato alla vigilia, e che mi riempie di soddisfazione. Anche la lettura degli split mi mostra la regolarità della gara fatta, senza tempi parziali eclatanti ma all'insegna della regolarità. Cioè quello che mi è sempre mancato. Leggendo i nomi di quelli che mi stanno davanti ho l'ulteriore conferma che più di così proprio non potevo fare. Complimenti anche agli organizzatori che nonostante il meteo non favorevole hanno fatto tutto benissimo. Sono molto contento per tutto. Davvero ci voleva. Avevo bisogno di una dose di gratificazione così.

giovedì 18 aprile 2013

Campionati Italiani MIDDLE 2013

Anche quest'anno arriva quella che per me è la gara più avvincente della stagione. Avvincente perché strutturata su qualificazioni e finali. Una formula bellissima.... e proprio per questo non riesco a credere alle voci che dicono che questa sarà l'ultima volta che il titolo sarà assegnato con questa modalità. Perché quando c'è una cosa bella, prima o poi arriva qualcuno che immancabilmente la vuole cambiare? Le qualificazioni non sono mai una cosa scontata : anche ad atleti forti a volte è capitato di rimanere fuori. Un attimo di distrazione, un errore clamoroso, una punzonatura errata o mancante. Le insidie sono sempre tante, e l'attenzione deve essere alta anche per i "top". Per quelli che sono in "bilico" la qualificazione è entusiasmate.... lottare per un posto in finale senza sapere se ce la si farà o meno. Per chi crede di non farcela, la consapevolezza che una sorpresa può sempre capitare! Queste sono le emozioni che una formula qualificazioni-finale può fare. Chi la vuole "cassare" spero me ne vorrà dare una adeguata e argomentata spiegazione. Per quanto mi riguarda... sono sempre stato fortunato in questa manifestazione. Per 7 anni di fila ho sempre centrato la finale : una volta nella categoria assoluta (Lanzo di Intelvi 2004) e sei volte come Master nella M35(2005 Asiago, 2006 Passo Cereda, 2007 Santa Maria Maggiore, 2008 Piani di Praglia, 2011 Asiago, 2012 Pieve Tesino) . A volte , come l'anno scorso in modo rocambolesco e fortunato. Quest'anno sento che l'incantesimo è a grande rischio di rottura. Testa ma soprattutto gambe sono a livelli al di sotto della guardia e la "concorrenza", con le entrate di sempre più Ex elite in categoria, è davvero tosta. Ma come ho scritto prima... i conti si fanno alla fine ed una speranza non me la voglio precludere. Se ce la faccio anche quest'anno, per me sarà come una vittoria.